Campodarsego: la bretella fa paura e i residenti si riuniscono in comitato

Un quartiere stravolto nella sua identità. Questa la preoccupazione di alcuni residenti del Parco del Santo, all’indomani dell’apertura di via De Gasperi, la bretella di collegamento che collega via Antoniana a via Pioga. Alcuni di loro si sono riuniti nel comitato “No Traffico” che ha avviato una raccolta di firme. La richiesta è quella di misure in grado di contenere il flusso di traffico che in futuro potrebbe crearsi sulla bretella oltre ad assicurare ai residenti uno sbocco alle zone limitrofe in sicurezza. Il prolungamento di via De Gasperi con uscita su via Pioga è destinato, secondo il Comitato, a creare un percorso rettilineo di un chilometro con le case a filo e i parcheggi perpendicolari, che stravolge quartieri nati volutamente tranquilli e silenziosi senza traffico di attraversamento non residenziale.

“Non saremmo contrari se l’apertura nei due sensi di via De Gasperi fosse utilizzata per il transito dei residenti – sostiene il Comitato -. Temiamo invece che l’obiettivo sia di dirottare nel cuore del quartiere tutto il traffico che attualmente gravita su via Caltana, resa di recente a senso unico nel primo tratto dove, guarda caso, abita un amministratore. Con la differenza che la Caltana è una strada provinciale e importante e storica arteria per il traffico veicolare di Campodarsego, mentre via De Gasperi venne progettata come strada secondaria a servizio del Parco del Santo e del complesso di Villa Carli. Chiediamo un incontro urgente con gli amministratori”.

Sulla vicenda interviene l’assessore delegato e vicesindaco Valter Gallo. “A oggi nessuno è venuto in Comune a chiedere spiegazioni e tanto meno un incontro – risponde -. Apprendiamo dai giornali dell’ esistenza di questo Comitato. Per quanto riguarda la strada, ritengo che difficilmente si trasformerà in una camionabile. Il progetto, a onor di verità, non è di questa amministrazione. Il primo risale al 1999, confermato poi nel 2007. All’epoca era previsto un insediamento di circa 300 unità abitative, vale a dire una media di almeno 600 nuovi autoveicoli. Oltre a quello su via Pioga erano stati progettati anche altri collegamenti tra via Antoniana e strade limitrofe come ad esempio quello su via Verdi. Appena recuperati i soldi abbiamo provveduto a investirli in questo progetto che non abbiamo modificato, perché lo abbiamo ritenuto migliorativo della viabilità e della qualità di vita dei residenti. Ringrazio il nostro ufficio tecnico per aver poi seguito l’interevento”.

Nicoletta Masetto

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