Delta, no all’area Sic marina

Il consiglio comunale ha votato all’unanimità un ordine del giorno a tutela della pesca. Un settore trainante dell’economia del territorio che entrerebbe in crisi con l’istituzione dell’area Sic (sito di importanza comunitaria) per tutelare le specie tursiopi e tartarughe marine dell’alto Adriatico per le 12 miglia che si estendono dalla costa al largo del mare. Tale area andrebbe a comporre la rete Natura 2000, istituita sulla base legale della direttiva europea 92/43/ CEE Habitat che si prefigge “di garantire la protezione della natura tenendo anche conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali”.

Sulla base di tale legge, l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) incaricato dal Ministero dell’Ambiente ha prodotto dei dati scientifici. “Stiamo agendo in rete con il Flag Gac Fvg, con il quale abbiamo avviato come Flag Gac Chioggia Delta del Po uno studio che contrappone dati scientifici a quelli dell’Ispra – ha detto il sindaco Pizzoli in consiglio comunale -. Lo studio costerà 96mila euro e sarà pagato con fondi europei veicolati per il 50% attraverso i due Gac”.

“La situazione è preoccupante perché potrebbe porre fine alla piccola pesca” ha detto l’assessore Raffaele Crepaldi. Vero è che lo studio in corso sarà realizzato in 6 mesi, di cui 4 impiegati per la raccolta dei dati e due mesi per analizzarli e scrivere le deduzioni. Una tempistica che andrebbe bel oltre alla scadenza del 30 settembre. Per questo la Regione Veneto, insieme a Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, ha chiesto di sospendere l’istituzione di nuove aree protette marine nello specchio dell’Adriatico, fino a quando non saranno pronti dati certi e aggiornati, oltre a quelli dell’Ispra, “in modo da predisporre le basi scientifiche per delle politiche integrate che siano in grado di far coesistere le diverse esigenze di tutela ambientale e di salvaguardia del comparto ittico”.

(Gu.Fe.)

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