Il coraggio di un giovane sacerdote di Pontelongo

Il 9 settembre 1943 c’era il caos in tutta Italia dopo l’annuncio dell’armistizio del giorno prima. Quel giorno un giovane cappellano militare riuscì, armato solo della sua tonaca, a salvare dalla sicura prigionia numerosi avieri della Cittadella dell’Aeronautica a Parma, subito occupata dai tedeschi.

Quel giovane prete si chiamava don Loris Capovilla, padovano nato a Pontelongo e vissuto ad Arre, poi diventato segretario di Papa Giovanni XXIII e, negli ultimi anni della sua lunga vita, anche cardinale. Quell’atto di coraggio del giovane cappellano nei giorni bui della guerra. che gli valse anche la medaglia al valor militare, non è mai stato dimenticato a Parma, nel cui aeroporto lo scorso 6 ottobre è stato scoperto un cippo commemorativo.

Il giorno dopo l’Armistizio, mentre l’esercito tedesco occupava tutti i posti chiave dei comandi militari, il giovane tenete e cappellano della Regia Aeronautica don Loris, inforcò la bicicletta e raggiunge il comando dell’aviazione, rimasto isolato. In quei minuti concitati e tesi, di fronte alle indecisioni del Comando, Capovilla chiese ed ottenne di poter portare in Vescovado i suoi oggetti e per primo il Santissimo Sacramento. Nominati due “aiutanti del cappellano” si fece seguire fuori dalla caserma. Naturalmente questi non tornarono più indietro. Don Loris tornò al comando a ripetere la scena altre due, tre, quattro volte anche due giorni successivi. Quando cercò di fare lo stesso a Mantova non gli fu più concesso.

Intanto riuscì a salvare diversi avieri dalla sicura prigionia, come del resto fecero anche numerosi abitanti di Parma che aiutarono a fuggire e mettersi in salvo centinaia di soldati in fuga. Ad Arre viveono i parenti più stretti del cardinale, felici per questa nuova attestazione di affetto

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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