Ponti, il check anche ad Adria dopo la tragedia di Genova

Alla luce della tragedia del crollo del ponte Morandi di Genova dello scorso agosto, è corsa alle verifiche strutturali sulle infrastrutture, anche in Veneto. Il presidente dell’Upi Veneto Enoch Soranzo ha inviato a inizio settembre al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti le schede relative al monitoraggio dello stato di conservazione e manutenzione delle opere di competenza provinciale.

“Tutte le Province venete e la Città metropolitana di Venezia – ha spiegato Soranzo – hanno voluto rispondere al Ministero in tempi rapidissimi con un lavoro minuzioso, chiaro e preciso. Abbiamo messo a disposizione la fotografia dettagliata dello stato di salute relativo a tutte le opere di nostra competenza. Sono inoltre elencati gli interventi che riteniamo prioritari, la fase di progettazione e il relativo importo stimato. La collaborazione con il Ministero sarà da parte nostra ampia e veloce perché la sicurezza dei cittadini va garantita prima di ogni altra cosa”.

L’elenco comprende, ovviamente, anche la situazione adriese. Per il Cavalcaferrovia lungo la provinciale 45, ad esempio, non si vedono “particolari forme di degrado. Necessita sicuramente di esame approfondito e collaudo statico” per un importo stimato di 7mila euro per la realizzazione di indagini tecnico-diagnostiche con priorità 3, cioè media. A lanciare l’allarme sullo stato del ponte sullo scolo Bresega il località Passetto sono invece i consiglieri leghisti Paolo Baruffaldi ed Emanuela Beltrame, che hanno presentato un’interrogazione al sindaco a seguito di una segnalazione dei residenti.

“Esiste il rischio di cedimento e rovina della struttura, tale da renderla inagibile al Transito” fanno sapere, aggiungendo che c’è “un serio pericolo per l’incolumità delle persone”. I due consiglieri continuano: “Il ponte viene quotidianamente attraversato oltre che dai residenti, anche da mezzi pesanti agricoli a servizio delle colture presenti nella zona e viene utilizzato frequentemente da numerose associazioni che praticano pesca sportiva lungo il fiume Adigetto. Ad oggi tale ponte risulta l’unico accesso agevolmente carrabile alle abitazioni. Pertanto si preordina un intervento di somma urgenza di verifica e messa in sicurezza dell’opera”.

Di qui la richiesta al Comune, in merito alle tempistiche e modalità scelte dall’amministrazione per la messa in sicurezza del ponte. I due consiglieri, nello specifico, chiedono “se sono state condotte verifiche tecniche accurate al manufatto e nel caso vengano elencati i risultati di tali indagini e se sono presenti – previste a bilancio le somme necessarie alla messa in sicurezza”. Infine, chiedono il perché del cartello di divieto di transito di mezzi pesanti (oltre 35 q.li) solo lato nord del ponte, “fatto comunque presente che non esistono altre vie di accesso alla zona agevolmente carrabili”

Giorgia Gay

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