Tari, Capogruppo M5S Bonfà: “Protesta giusta ma le categorie devono pagare”

Tari, si ritorna sulla questione. Com’è noto, da diverso tempo alcune imprese tra le categorie turistiche non vogliono pagare la tassa sui rifiuti in segno di protesta. La questione è esplosa nel 2016, in seguito all’aumento del 10% applicato dalla giunta Casson per recuperare i crediti degli inadempienti. Per diverso tempo le categorie turistiche avevano provato a convincere chi di dovere a rivedere le aliquote applicate alle loro attività, senza però riuscirci. Nei mesi scorsi si era parlato da parte dell’amministrazione di un piano di recupero Tari, ma per ora, ancora nessuna novità. A ritornare sul tema chiedendo una soluzione concreta è il consigliere della Lega Marco Dolfin.

“Nei due anni abbiamo affrontato più volte il tema, ma, certamente anche per via delle cause e dei ricorsi in ballo con Veritas e le tempistiche italiane della giustizia, siamo ancora senza soluzione. Oggi i cittadini pagano tutta la bolletta intera, mentre alcuni operatori che hanno un’impresa e quindi anche dei guadagni importanti, no. Certo hanno anche le loro ragioni, ma non è corretto nei confronti delle famiglie che invece si accollano tutta la spesa del servizio.” ha spiegato il consigliere, che puntualizza: “A inizio anno sembrava si dovesse sistemare il piano, poi a inizio stagione turistica… ma siamo a settembre e la situazione è immobile”.

Il capogruppo Paolo Bonfà è intervenuto per chiarire anche la posizione del M5S, dichiarando che pur comprendendo le ragioni delle categorie, queste avrebbero dovuto continuare a pagare la tassa e far valere le loro ragioni in sede giudiziaria, perché la conseguenza della loro azione ricade ora sui cittadini corretti. “Per quanto possiamo, in parte, capire l’atteggiamento di forte protesta da parte di queste categorie, sfociato nella rivolta fiscale, non possiamo tuttavia continuare a tollerarlo” ha detto il capogruppo.

“Per questo invitiamo le categorie a rivedere il loro atteggiamento e a collaborare con l’amministrazione, che si sta impegnando da diverso tempo per trovare un accordo soddisfacente per tutte le parti coinvolte.” Nel caso ciò non dovesse accadere, tra le ipotesi dell’amministrazione anche il ritiro della concessione: “A tal fine abbiamo già presentato una proposta di modifica del regolamento delle attività balneari che prevede, tra le altre cose, la possibilità di far decadere la concessione per mancato pagamento delle tasse comunali, proposta che oggi sta attendendo il parere tecnico da parte degli uffici competenti.”

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