Cavarzere: “Quello che abbiamo visto va contro ogni immaginazione”

Lino Tordin, uno degli otto della Protezione civile di Cavarzere racconta la trasferta di tre giorni nel Bellunese

“È difficile raccontare quello che abbiamo visto, si va oltre ogni immaginazione”. Non trova altre parole Lino Tordin per descrivere la situazione in cui si è trovato a operare tra lunedì 5 e mercoledì 7 novembre a Caprile, nel Bellunese. In quattro sono partiti da Cavarzere, in forza alla Protezione civile locale, per dare una mano alle popolazioni colpite dal maltempo di fine ottobre. Caprile è un dei paesi dell’agordino maggiormente colpiti.

Oltre a Tordin, la squadra di Cavarzere era composta da Roberto Destro, Giandomenico Sattin, Albert Pederzani. Altri 4 volontari sono partiti da Cona e 3 da Chioggia. “Siamo partiti lunedì mattina presto, siamo arrivati ad Agordo dove si trova il comando e ci hanno indirizzato a Caprile – spiega -. Ci siamo quindi presentati dai vigili del fuoco, che ci hanno mandato a fare un intervento in uno scantinato enorme, che era adibito a palestra ed era stato invaso dall’acqua”. Qui hanno smontato mobili e pavimento e hanno iniziato a spalare fango e acqua.

“Finito il lavoro pensavamo di avere visto il massimo della devastazione, ma in realtà non era niente perché martedì ci hanno mandato in un altro seminterrato a Santa Maria delle Grazie e lì dentro abbiamo trovato 50 centimetri di fango, un cumulo di sassi e terra alto 1,70 per due metri di lunghezza. 8 volontari della Protezione civile tra cui noi quattro, 5 volontari alpini, pompieri, proprietari e amici, tutti insieme abbiamo lavorato tutto il giorno e finito alle 12 del giorno dopo”. Una situazione sconvolgente, dice Tordin, che pure di esperienza ne ha parecchia. È nella Protezione civile di Cavarzere da quando il gruppo è stato fondato: “È un lavoro per aiutare le persone – dice -.

Ho già fatto interventi in occasione del terremoto in Abruzzo, quello delle Marche, diverse alluvioni, ma questa è stata una cosa mai vista. Sono calamità che speriamo capitino una volta sola, è qualcosa di davvero impressionante”.

Le immagini in televisione sono eloquenti in merito al livello di devastazione che ha colpito il Bellunese. Difficile dimenticare le fotografie che mostrano ettari ed ettari di boschi piegati dal vento come fossero stuzzicadenti. Ma per Tordin quelle immagini non sono niente “rispetto al dramma delle persone. Nessuno è andato a mostrare negli scantinati cosa è successo. Abbiamo visto e incontrato tante famiglie in difficoltà. Anche loro con la pala venivano ad aiutarci, a immergersi nel fango”.

Giorgia Gay

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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