Home Salute Epatite C, in Veneto si combatte con efficacia per sradicare il virus

Epatite C, in Veneto si combatte con efficacia per sradicare il virus

In Veneto grazie alle nuove terapie per l’e- patite C in questi anni sono state curate 10.000 persone e 3.000 sono in lista d’attesa per ricevere il trattamento. “Restano circa 12.000 pazienti ancora da intercettare – ha affermato Alfredo Alberti, professore ordinario di Gastroenterologia all’Università di Padova – Stiamo mettendo in campo una serie di strategie per raggiungere questa popolazione sul territorio, attraverso informazione alla cittadinanza e la sensibilizzazione dei medici di medicina generale e attraverso un capillare intervento nei gruppi a rischio come gli utenti dei SerD e i carcerati”. Il Veneto è la prima Regione ad aver strutturato un programma di eliminazione dell’epatite C: “Vogliamo implementare strategie concrete coordinate da una cabina di regia che coinvolge tutte le componenti che fanno parte della presa in carico del paziente con epatite C – ha spiegato Roberta Rampazzo della Divisione farmaceutico, protesica e dispositivi medici di Regione Veneto – Le fasi in cui il piano è articolato sono cinque: definizione dell’epidemiologia, dell’infezione Hcv, intensificazione della ricerca di pazienti non noti, definizione percorsi di presa in carico attraverso la messa in rete dei centri coinvolti e monitoraggio dei risultati raggiunti” “Nel periodo iniziale – ha aggiunto Ivan Gardini, presidente di EpaC Onlus – è stato giusto curare i pazienti più gravi. Come Associazione abbiamo lavorato molto per garantire l’accesso alle terapie per questa tipologia di pazienti. Adesso l’impegno è rivolto a curare i pazienti meno gravi e quindi tutti, nessuno escluso. Le liste di attesa si stanno progressivamente assottigliando, ma adesso c’è il problema di andare a cercare i pazienti in quei bacini che non sono stati presi in considerazione e dunque emerge una nuova priorità: costruire percorsi di presa in carico per gruppi di popolazioni cosiddette “speciali”, come le persone in tossicodipendenza attiva o non attiva, seguite presso i Sert, e le persone detenute”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news