Mira, “L’Emporio dei poveri”: una risposta concreta alla marginalità

L ’ “Emporio dei poveri” di Mira sarà inaugurato il prossimo11 novembre cioè il giorno di San Martino, il santo della generosità e dei poveri. A darne l’annuncio è monsignor Dino Pistolato parroco di Gambarare, che punta ad attivare questo servizio, accelerando i lavori in corso in queste settimane alla parrocchia di San Marco Evangelista a Mira Porte, parrocchia che ospiterà la struttura che è stata fortemente voluta dal vicariato di Mira. Potrà fruire di questo servizio anche la parrocchia di San Ilario a Malcontenta.

“In questo momento sono in corso alla parrocchia di Mira Porte – spiega monsignor Pistolato – dei lavori di ristrutturazione per far partire a breve l’atteso “Emporio dei poveri”. “L’Emporio dei Poveri” è un progetto innovativo di aiuto ai bisognosi che permetterà di rispondere alle esigenze dei singoli e delle famiglie non più regalando il solito pacco spesa, ma orientandoli a valutare consapevolmente le proprie necessità ed esigenze”. Il tutto in un percorso di riscatto e recupero dalla marginalità.

La ristrutturazione del patronato della chiesa di Mira Porte, in parte trasformato ad Emporio è stata possibile grazie ad una autotassazione delle stesse parrocchie miresi. Va detto che Caritas, con i suoi referenti comunali nei mesi scorsi, ha illustrato l’idea di un progetto che vuole in qualche modo responsabilizzare chi chiede aiuto. Nello specifico quindi non saranno dati cioè più ciclicamente pacchi alimentari standard, che non si sanno che fine fanno, ma una tessera a punti in cui le persone potranno scegliere i prodotti all’interno dell’Emporio. “A fare la sua parte – spiega monsignor Dino Pistolato – sarà anche il Comune di Mira che con i servizi sociali ci segnalerà le persone bisognose da far entrare nel programma di aiuto e sostegno dell’Emporio”.

Il Comune punta ad attivare con Caritas e parrocchie, una convenzione ad hoc per la fruizione di questi servizi. Mira nel corso degli ultimi anni, è salita alle cronache nazionali per diverse morti legate a situazioni di marginalità sociale e povertà. Il caso più clamoroso si verificò nel 2015 quando i fratelli Mauro ed Emanuele Gallina di 41 e 44 anni che vivevano nell’indigenza più assoluta furono trovati morti in casa dopo mesi dal decesso.

La povertà anche nel Comune di Mira nel corso degli ultimi anni ha cambiato pelle. È emerso, in un confronto pubblico, che negli ultimi mesi i servizi sociali dell’ente locale hanno registrato più di 3500 persone che li ha contattati con richieste di aiuto o per portare problemi collegati alla povertà. I problemi più complicati da risolvere arrivano con soggetti già in età adulta, se non anziani soli. È in crescita pure il fenomeno dei padri separati che non riescono a sbarcare il lunario dopo aver dovuto lasciare la casa dove vivono ancora moglie e figli.

Alessandro Abbadir

 

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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