Quinto di treviso: all’aeroporto sarà aumentata la manutenzione degli armamenti

Nel giro di 14 mesi lo scalo diventerà un polo di riferimento nazionale per la preparazione e la manutenzione delle armi da guerra

“Nell’aeroporto di Treviso verrà potenziata la manutenzione degli armamenti, non dei velivoli militari. Il tasso di occupazione della pista da parte di questi ultimi non aumenterà. E di conseguenza il master plan per lo sviluppo del traffico dei voli di linea non cambierà di una virgola”. Save/AerTre tiene la barra dritta.

L’annuncio dell’arrivo di nuovi militari non turba la società di gestione del Canova. Il futuro dell’aeroporto di Treviso corre su due binari: da una parte ci saranno i passeggeri, sempre di più, e dall’altra i missili. Nel giro di 14 mesi lo scalo diventerà un polo di riferimento nazionale per la preparazione e la manutenzione delle armi da guerra. No, non il Canova, terminal che resterà consacrato ai voli di linea.

Ma l’Ancillotto, il “gemello” militare che si trova nell’area dello stesso scalo, però dalla parte di Canizzano. Qui entro Natale dovrebbero essere trasferiti i primi dei 300 uomini oggi in servizio nell’aeroporto Allegri di Padova nel Secondo reparto manutenzioni missili. E per la fine del 2019 il trasloco sarà pressoché completo. I 300 uomini si andrebbero ad aggiungere ai 350 già operativi a Canizzano tra il Terzo reparto manutenzione velivoli (Rmv) e il Secondo stormo. Il numero di militari, in buona sostanza, raddoppierebbe. Fermo restando che qualcuno da Padova potrebbe essere trasferito anche nella base di Istrana.

Ma i piani militari non spaventano Save/AerTre, che punta sempre a far crescere il Canova, la parte civile, fino ad arrivare a toccare nel 2030 quota 22.499 voli (+6% rispetto all’anno scorso) e 3 milioni 227mila passeggeri (+7%), come recita il master plan da 53 milioni di euro che da ormai un anno e mezzo è allo studio della commissione per la valutazione dell’impatto ambientale.

“Sostanzialmente l’attuale presidio militare di Padova verrà svuotato e trasferito a Treviso – concludono da Venezia – vuol dire che nello scalo della Marca ci saranno più militari. Ma questi porteranno avanti un’attività a terra incentrata sulla manutenzione degli armamenti. Non risultano modifiche per quanto riguarda la manutenzione dei velivoli militari e, di conseguenza, l’occupazione della pista”.

Mauro Favaro

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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