Adria, scarico acque: un problema che perdura da trent’anni

Per la Cna risolvere la questione sta diventando urgente sia a causa dei recenti danni causati dalle piogge, sia per rendere attrattiva l’area

Un problema di scarico acque che continua da oltre trent’anni e ancora irrisolto. “Ancora una volta l’eccezionalità degli eventi atmosferici crea danni alle famiglie e alle imprese”, commenta il Presidente della Cna David Gazzieri ricordando che l’area artigianale di Adria ha subito i maggiori danni del maltempo dello scorso 15 ottobre.

“Fin dagli anni Ottanta l’allora Presidente del Caa, il Consorzio artigiani adriesi, Beppino Callegaro aveva posto il problema, a nome delle imprese insediate, dello scarico delle acque di via dell’Artigianato – ricorda Gazzieri -. L’area è stata realizzata dal Consorzio Caa, promosso dalla Cna Rovigo, coinvolgendo imprese artigiane che avevano a quel tempo l’esigenza di ampliare la propria attività e realizzando più di trent’anni fa i capannoni occupati da una ventina di imprese, versando al Comune gli oneri di urbanizzazione che dovevano servire, tra gli altri, a risolvere il problema dello scarico delle acque con l’allacciamento alla fognatura di via Risorgimento”.

“Oggi la conta dei danni risulta difficile – incalza Gazzieri -: i disagi sono stati notevoli, sia per il materiale stoccato in magazzino che per le attrezzature, oltre ad aver provocato il blocco delle produzioni con titolari e personale delle imprese impegnati ad affrontare l’emergenza”.

“Unanime – incalza Gazzieri – è il plauso degli imprenditori nei confronti degli operatori della Protezione civile che sono tempestivamente intervenuti a supporto degli imprenditori e dei cittadini che hanno affrontato i danni del maltempo”.

Da evitare ora lo scarico delle responsabilità: bisogna intervenire valutando il riconoscimento da parte della Regione dello stato di calamità e inserire, tra gli interventi prioritari dell’Amministrazione, la verifica dello stato delle fognature tra via Risorgimento e via dell’Artigianato, ponendo particolare attenzione al rilancio delle aree industiali ed insediative del territorio.

“Rimane il problema – conclude il presidente – di come in Polesine si possano rendere attrattive le aree produttive per nuovi insediamenti, per la creazione di altri posti di lavoro, quando problemi annosi di infrastrutturazione non sono stati risolti, né tanto meno vi è cura della situazione dei sottoservizi, per non parlare delle infrastrutturazioni viarie e telematiche”.

Ga.Fe.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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