Adria: una fascia a lutto per il teatro rimasto inutilizzato

Una fascia nera “a lutto”, nell’anniversario della seconda apertura del teatro comunale di Adria, dopo i lavori di sistemazione che lo tennero chiuso per tre anni. È il gesto di Massimo Barbujani e Federico Simoni, rispettivamente ex sindaco ed ex vicesindaco, per dimostrare contro l’amministrazione Barbierato colpevole, a loro dire, di non usare il bene restituito alla comunità per la comunità.

“Abbiamo sempre fortemente creduto nella forza della promozione culturale, tanto che nemmeno durante i lavori al teatro abbiamo voluto interrompere la stagione di prosa, che venne trasferita al cinema – ricorda -. E poi siamo tornati lì, in un teatro risistemato, con il magnifico concerto di Mozart, che è stato un successo incredibile, una serata da incorniciare. E naturalmente c’era l’impegno di dare continuità a tutto questo, perché Adria ha sempre avuto nella sua tradizione questa importantissima rassegna”.

L’accusa alla nuova giunta è dunque di non avere confermato la stagione di prosa e di andare avanti con la semplice e solita routine amministrativa, senza niente di significativo. “Insomma, il teatro è stato sistemato per tenerlo chiuso – attacca ancora l’ex primo cittadino, che è un fiume in piena – e anche se un’associazione chiede l’utilizzo di altre sale, come la Galleria degli artisti, viene chiesto un compenso”. Non era questo, dice Barbujani, l’obiettivo: “Per sistemarlo abbiamo speso circa 3 milioni di euro e la stagione di prosa costava sui 100-120mila euro ogni anno. E li abbiamo sempre pagati perché era una rassegna di prim’ordine, con artisti di altissimo livello, perché la stagione di prosa adriese non era seconda a nessuno, con una presenza media di 650 persone a serata. Addirittura l’anno scorso abbiamo fatto anche una piccola rassegna di cabaret per implementare l’audience, e una stagione teatrale-amatoriale. Perciò l’anno scorso il teatro è stato aperto non so quante volte proprio perché c’era una programmazione seria. Il pubblico arrivava da tutto il Polesine e perfino da Bologna!”.

Ora, invece, dicono Barbujani e Simoni, è tutto finito.

Giorgia Gay

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