Monselice: cementeria, la Provincia respinge il riesame dell’autorizzazione

I comitati contestano la decisione: “Non vogliamo arrenderci e tenerci la fonte di emissione”

La Provincia ha comunicato nelle scorse settimane il suo no definitivo al riesame dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) della Cementeria di Monselice. Riesame che il sindaco Francesco Lunghi aveva chiesto di attivare lo scorso febbraio. La risposta non giunge sicuramente inaspettata: l’orientamento era stato anticipato a maggio dal consigliere delegato all’Ambiente Mauro Fecchio e poi in via ufficiale a giugno da una nota di preavviso negativo. Successivamente palazzo Tortorini aveva esposto le proprie osservazioni, premendo di nuovo per la riapertura del procedimento.

La Provincia, però, non ha cambiato idea, confermando la posizione iniziale e ribadendo chiaro e tondo che al momento non sussistono i presupposti per una revisione. Nella lettera inviata al Comune si mette in luce che i risultati delle indagini Arpav porterebbero a “escludere una deposizione atmosferica come causa principale” della presenza di valori anomali di sostanze inquinanti riscontrata in alcuni punti della zona del monte Ricco.

I limiti esistenti per le emissioni sono ritenuti adeguati, mentre il prodotto a base marna “dichiarato nella documentazione presentata dalla Cementeria di Monselice, ha formato oggetto delle valutazioni complessive finalizzate alla pronuncia di compatibilità ambientale e, quindi, al rilascio dell’Aia”. A informare della decisione della Provincia è stato lo stesso primo cittadino nel corso della riunione della Commissione cementeria.

Tra i primi a commentare il no alla richiesta di revisione dell’Aia gli ambientalisti locali, che per bocca del loro portavoce Francesco Miazzi non risparmiano dure critiche: “Riteniamo il diniego della Provincia un atto di accondiscendenza nei confronti della cementeria, impianto insalubre di prima classe che ha il punto di massima ricaduta proprio a ridosso della scuola Giorgio Cini”.

I comitati intendono proseguire il loro impegno sul tema: “Non vogliamo arrenderci e avere una fonte di emissione di questa portata fino al 2029, che oltre alla salute dei residenti compromette e pregiudica tutte le altre attività economiche del territorio, dall’agricoltura al termalismo e al turismo. Regione, Parco e Comuni si devono attivare per applicare fin da subito l’articolo 19 del Piano Ambientale” conclude Miazzi.

Il sindaco Lunghi in commissione ha anche consegnato la bozza del piano di lavoro dello studio ambientale che Arpav e Ispra dovrebbero realizzare a Monselice. Questa, una volta integrata e resa definitiva, dovrà ottenere il parere favorevole di Regione e ministero dell’Ambiente.

Per quanto riguarda invece un’altra questione ambientale importante, quella legata al radon, il Comune ha affidato nelle scorse settimane i lavori di installazione e messa in funzione di tre estrattori presso la scuola elementare Giorgio Cini. Lo scopo è favorire il ricambio dell’aria nell’ala est del piano terra, ovvero quella maggiormente interessata dal problema.

Davide Permunian

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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