Rovigo: “Continua la corsa al ribasso”

Ghiotti: “Non è giusto che le nostre imprese siano costrette a chiudere o debbano programmare il loro futuro affidandosi unicamente alla buona sorte”

Le imprese polesane faticano a entrare nelle gare d’appalto indette dagli enti pubblici del loro stesso territorio. È questo il paradossale dato che è emerso nell’ultimo anno e che preoccupa non poco Paolo Ghiotti, presidente dell’associazione dei costruttori edili polesani di Confindustria Venezia-Rovigo.

Come funziona la scelta dell’impresa a cui affidare i lavori?

“Nella maggior parte dei casi per ogni gara propongono la loro offerta quasi un centinaio di aziende, un numero ben più alto di quello previsto dalle stazioni appaltanti. Per ridurre i partecipanti si ricorre a un vero e proprio sorteggio, che finisce però per penalizzare le imprese locali che hanno così una minima percentuale d’estrazione”.

In questo modo può quindi succedere che i bandi vengano vinti da aziende provenienti da altre Regioni che non conoscono il territorio. Com’è possibile questo?

“La difficile situazione economica che sta vivendo il nostro Paese negli ultimi anni ha generato una continua lotta al ribasso. Per questo motivo gli amministratori invece che rivolgersi a ditte locali che conoscono meglio il luogo e i fornitori della zona, preferiscono affidarsi ad aziende che riescono a contenere le spese offrendo maggiori sconti”.

Non si può far nulla per tutelare maggiormente le nostre imprese?

“La Legge consente di integrare le aziende estratte tramite il sorteggio a ditte locali scelte tramite un criterio di rotazione. Questo metodo viene già adottato dal Friuli Venezia Giulia, dall’Emilia Romagna, dalle Province autonome di Trento e Bolzano e da alcuni comuni italiani come Arezzo”.

Perché allora anche la Regione Veneto non procede in questo modo?

“Questo onestamente ancora ce lo stiamo domandando anche noi. L’Ance Rovigo sta infatti chiedendo da molti anni di risolvere questa situazione ma nonostante i nostri sforzi, le linee guida trasmesse alla Regione e i numerosi incontri con i soggetti deputati, ad oggi ancora nulla è cambiato. E pensare che basterebbe una semplice delibera di giunta. Di sicuro però non molleremo perché non è giusto che le nostre imprese siano costrette a chiudere o debbano programmare il loro futuro affidandosi unicamente alla buona sorte. Vorremmo sperare che la professionalità e l’amore per il proprio lavoro possano continuare ad essere le vere armi vincenti. Lo dobbiamo ai nostri figli e alla ripresa dell’intera economia”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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