Camposampiero: “Faremo decollare l’auditorium”

La gestione delle attività, in mano a La Piccionaia, fa ancora fatica a prendere piede nonostante i numerosi eventi organizzati da novembre a febbraio. Zanon: “Monumento allo spreco”

“Faremo decollare l’auditorium, motore culturale non solo della nostra città”. La promessa era contenuta nel programma elettorale dell’attuale compagine alla guida di Camposampiero. Un desiderio di tanti e di lunga data che, però, a oggi non ha trovato purtroppo una sua attuazione se non ancora parziale.

Le difficoltà sono state espresse durante la conferenza stampa di presentazione del programma da parte della Piccionaia che gestisce l’attività dell’Auditorium. “Nonostante qualità e quantità di proposte l’auditorium ha difficoltà a decollare. Abbiamo la concorrenza di altre realtà locali limitrofe locali, che attraggono pubblico e propongono ottime iniziative.

È il caso di alcune sale parrocchiali e del Centro civico e teatro Aldo Rossi di Borgoricco con il suo Museo del graticolato e le tante iniziative – ha detto la consigliera comunale con delega alla Cultura, Lorenza Maria Baggio -. Anche se non abbiamo ancora un ruolo guida, stiamo comunque crescendo”.

Bisogna avere pazienza, le fa eco il sindaco Katia Maccarrone, “rimane un dato di fatto il grande utilizzo che le associazioni fanno del Ferrari nel corso dell’intero anno. Ci sono tantissimi eventi e manifestazioni di ogni genere che occupano la sala oltre ai giorni riservati alle iniziative del Comune, della biblioteca e della Pro Loco”. Per Domenico Zanon, consigliere di oppizione, “l’auditorium Ferrari è un monumento allo spreco”.

È costato uno sproposito la realizzazione (2,5 milioni) e costa uno sproposito la gestione privata della Piccionaia, per tenerlo sostanzialmente chiuso tutto l’anno. Ben 300 giorni all’anno è chiuso. Solo 60 volte all’anno si apre per alcune rappresentazioni teatrali, altre volte per qualche convegno e qualche concerto. Dispiace che Camposampiero sia privo dell’assessore alla Cultura e non riesca a essere il motore di iniziative del e per il Camposampierese. Dispiace che chi amministra la città abbia indebitato per anni i cittadini per costruirvi un’opera indispensabile dal punto di vista culturale l’auditorium senza evidentemente fare le giuste analisi tra i costi ed i benefici”.

“Dispiace – continua – che chi ora amministra la città, senza un assessore alla Cultura, abbia dato la gestione a un’associazione che, oltre a incamerare un corposo contributo dal Comune, dopo aver inopinatamente denominato in teatro l’auditorium, abbia offerto una programmazione che soffrirebbe della concorrenza dei comuni limitrofi. Inaudito! Ma chi amministra la città attualmente, si ricorda che quando era all’opposizione proponeva emendamenti al bilancio per acquistare il cineproiettore per l’auditorium in modo da fare cinema? E sa che la Piccionaia non è un ‘associazione di beneficenza? È evidente che l’auditorium è un’opera faraonica (440 posti) pensata allora erroneamente come un bisogno primario e indispensabile per la città”.

“Sarebbe stato meglio e più utile investire nelle scuole più vecchie e pericolose del Camposampierese invece che in una velleitaria cattedrale culturale – conclude – . Anche perché non si può pensare di far godere l’auditorium alla città e al territorio del Camposampierese senza un progetto culturale. Ma senza assessore è anche inutile sperare… che arrivi”.

Nicoletta Masetto

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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