Chioggia, gli antichi oggetti sacri in una mostra permanente

Un’esposizione permanente di antichi oggetti religiosi e liturgici appartenenti al Monastero di Santa Caterina.

La città di Chioggia si arricchisce di nuove e importanti testimonianze che permettono di approfondire la sua storia e le tradizioni locali.

L’antico complesso monastico di Santa Caterina risale al periodo successivo alla Guerra di Chioggia che si concluse nel 1381 e, come ha ricordato Sergio Perini in occasione della presentazione della mostra permanente, era nato dalla fusione di due monasteri (uno era in altra zona del centro storico e il secondo a Sottomarina).

Sotto l’attenta guida della badessa, la vita delle suore era scandita dalla preghiera, dalle pratiche di penitenza, dai lavori pratici che riguardavano la cucina, l’orto, il forno, la lavanderia, dalle grandi festività liturgiche di Natale e Pasqua, dalle feste organizzate in occasione della professione delle monache quando giungevano famosi organisti da Venezia. All’interno vi era anche un educandato riservato alle ragazze del ceto medio per dare loro una formazione educativa e professionale: leggere, scrivere, tessere, filare, cucire, ricamare.

Dopo le vicissitudini napoleoniche – i monasteri furono chiusi – il convento di santa Caterina dalla metà dell’Ottocento fino ad una ventina di anni fa ospitò le Canossiane che continuarono l’opera educatrice delle monache creando anche l’asilo e la scuola elementare. Scopo della piccola Esposizione Permanente nella chiesa di Santa Caterina è quello di presentare l’attività formativa e pratica della vita del convento grazie a sette teche che raccolgono oggetti liturgici (il reliquiario di S. Caterina…); merletti ricamati ad ago, a fusello e a tombolo; antifonari e antica ceramica conventuale; strumenti di preghiera e di penitenza. Assai interessante la copia del pastorale medievale dell’abbadessa.

La presentazione dell’esposizione – una iniziativa della Fondazione Santi Felice e Fortunato – si è svolta lo scorso 22 novembre con la partecipazione, oltre che del professor Sergio Perini, anche del M° Graziano Nicolasi, organista titolare nella Cattedrale di Adria. Monsignor Giuliano Marangon, direttore del Polo Museale Diocesano, a cui si deve la raccolta e l’allestimento dei vari oggetti esposti, ha ringraziato tutti coloro che hanno attivamente collaborato a questa mostra permanente che sarà visitabile tutte le domeniche dalle ore 17 alle 19.

Eugenio Ferrarese

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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