Cona: base svuotata, Conetta torna come 3 anni fa

Il sindaco Alberto Panfilio: “Mi auguro che nessuno più utilizzi quel luogo per quella incivile accoglienza”

Cancelli chiusi, all’interno dell’ex base non c’è più nessuno: Conetta è stata svuotata, i richiedenti asilo sono stati trasferiti altrove. C’è silenzio. La frazione di Cona è tornata indietro di 3 anni e mezzo, quando arrivarono i primi 50 migranti spediti dietro il filo spinato dell’ex base militare dalla prefettura di Venezia. Da allora ha avuto inizio una convivenza difficile, non senza polemiche e paure da parte della popolazione. D’altra parte, arrivare a ospitare fino a 1500 migranti in un paese di 180 persone non è cosa da poco. Ora però è tutto finito.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ordinato la chiusura del mega centro di accoglienza veneziano e il prefetto Vittorio Zappalorto l’ha attuata. Lo svuotamento è stato possibile, fa sapere la prefettura, soprattutto per la conclusione dell’iter di richiesta di protezione avviato da molti ospiti della base, che hanno visto rigettata la domanda, uscendo di fatto dall’accoglienza e, in molti casi, diventando fantasmi in Italia o altri paesi europei. Gli altri ospiti della struttura sono stati invece trasferiti altrove, anche in altre regioni d’Italia a seconda delle disponibilità.

Per il sindaco Alberto Panfilio, che la questione migranti l’ha vissuta giorno dopo giorno cercando di gestire il più possibile la situazione, si chiude un capitolo significativo della propria vita amministrativa. “Tutto quello che non si dovrebbe fare nell’accoglienza è esattamente ciò che è stato fatto in tre anni e mezzo a Conetta – riassume, ripensando allecondizioni di vita in cui sono stati costretti i richiedenti asilo in questi tre anni -. La gestione dei flussi dovrebbe invece andare nella direzione dell’accoglienza, della formazione, dell’eventuale integrazione, ma anche dei progetti di cooperazione decentrata, prendendo anche in esame i rimpatri volontari assistiti, come fanno le altre nazioni in Europa”.

“Questa esperienza mi ha aiutato a maturare come amministratore e come uomo – riflette – e ho avuto la possibilità di misurarmi con tantissime istituzioni a livello italiano ed europeo. Dunque da questo punto di vista io non ho fatto un passo indietro, anzi, tutt’altro ho capito che un amministratore deve essere competente per parlare di questa materia”.

Inevitabile chiedersi: quello che è stato fatto ora, non poteva essere fatto prima?

“Il precedente governo ha dissipato molte risorse che, se inserite in una progettualità gestita dal governo stesso, avrebbero potuto certamente dare dei frutti da un punto di vista umanitario, ma anche elettorale. Invece bene sappiamo come è andata” sottolinea Panfilio.

Ma davvero è tutto finito? Il prefetto di Venezia ha ammesso che qualora i flussi migratori dovessero riprendere a crescere e i sindaci dovessero continuare a opporsi all’accoglienza, Conetta potrebbe riaprire. “Di fatto la base è ancora di disponibilità del ministero dell’Interno – ammette il sindaco -. Mi auguro che nessuno più utilizzi quel luogo per quella incivile accoglienza”.

Giorgia Gay

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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