Este, cinghiali: “è ancora emergenza”

Gli agricoltori documentano i danni alle coltivazioni e i rischi per la sicurezza: “l’azione di contrasto va potenziata con tutti i mezzi diponibili, dai selecontrollori ai chiusini, fino alla polizia provinciale”

Nel 2018 sono stati abbattuti 1.133 cinghiali nel Parco Colli. Da dieci anni a questa parte, il piano di contenimento di ungulati nei Colli Euganei ha portato alla soppressione di 9.577 capi. La soglia dei 10 mila, dunque, è vicina. Eppure, secondo le associazioni ambientaliste, il problema è ancora lontano dall’essere risolto. Con le 51 catture di dicembre, il saldo di cinghiali abbattuti da gennaio a dicembre si ferma a quota 1.133. Non è un record, ma poco ci manca.

E’ il secondo anno più prolifico nella storia della caccia al cinghiale per il Parco Colli, secondo solo al boom di catture dell’anno scorso, quando gli ungulati catturati furono addirittura 1.560. Nel 2016 erano stati 1.124, nel 2015 solo 315, l’anno prima 899, quindi 670 (2013), 816 (2012), 856 (2011), 726 (2012), 752 (2009) e 726 nel 2008.

Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova, sottolinea tuttavia l’obiettivo primario su questo fronte: “Potenziare l’azione di contrasto con tutti i mezzi disponibili, ampliando anche il numero di selecontrollori e coinvolgendo gli agenti della polizia provinciale, ora sotto il controllo della Regione. Abbiamo anche chiesto che vengano autorizzati nuovi chiusini e nuove poste di abbattimento (altane), direttamente nei fondi delle aziende agricole che ne facciano richiesta. Ricordo inoltre l’esempio da seguire della legge approvata dalla Regione Lombardia con l’introduzione dei norme di autodifesa del proprio fondo, con tutte le precauzioni e le cautele del caso».

Gli fa eco il presidente padovano di Cia, Roberto Betto: “Le istituzioni hanno elaborato misure tampone, incapaci di portare ad un cambiamento sostanziale della situazione, e il saldo negativo tra cinghiali presenti sul territorio ed esemplari catturati grava pesantemente sulle aziende del territorio. Non è più rinviabile un nuovo piano operativo che modifichi la legge quadro del 1992». Per Betto “il tema dei cinghiali nell’area dei Colli Euganei va affrontato diversamente da quanto fatto fino ad oggi: occorre introdurre il concetto di “corretta gestione” accanto a quello di protezione, parlando di “carichi sostenibili” di specie animali nei diversi territori e ambienti, tenendo conto degli aspetti naturali, ma anche produttivi e turistici”.

Nicola Cesaro

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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