L’occhio secco

L’occhio ha la necessità di essere regolarmente e sufficientemente lubrificato. Perché ciò avvenga è necessario che vi sia un normale quantitativo di lacrime che ad ogni chiusura di palpebre viene distribuito sulla superficie oculare. Questo equilibrio fra produzione, distribuzione e smaltimento del “film” lacrimale può rompersi e causare non pochi disturbi. Genericamente possiamo definire questa patologia come “occhio secco” dove si ha un danno a carico della superficie oculare per scarsa produzione di lacrime o per aumentata evaporazione delle stesse per perdita della sua componente acquosa.

Spesso le due forme coesistono tra di loro rendendo difficile la diagnosi. E’ frequente e conosciuta l’associazione tra occhio secco e malattie autoimmuni reumatologiche più frequenti nei giovani e nelle femmine; in questo gruppo, tra i quadri più gravi, ricordiamo la sindrome di Sjogren caratterizzata da artrite, secchezza della bocca, del naso e dell’occhio. Altro fattore importante che causa occhio secco per riduzione della secrezione lacrimale è l’invecchiamento: sopra i 60 anni è quasi nella norma soffrire per un deficit della secrezione lacrimale. E’ alta l’incidenza del disturbo nelle donne che raggiungono l’età della menopausa per modificazioni indotte dalle condizioni ormonali caratteristiche di questo periodo della vita di una donna. Spesso sono le condizioni ambientali che ogni giorno ci circondano che determinano deficit della parte acquosa del film lacrimale. Pensiamo all’uso della aria condizionata in auto o nell’ambiente di lavoro o in casa. In queste situazioni l’evaporazione della parte acquosa aumenta considerevolmente. Ruolo importante gioca anche l’inquinamento atmosferico, sia ambientale che nel posto di lavoro, che porta l’occhio a contatto con sostanze irritanti responsabili di patologie acute che possono anche cronicizzare.

La scarsa lacrimazione interessa chi sta molto tempo davanti al videoterminale. In questo caso si verifica un aumento dell’evaporazione lacrimale per scarso ammiccamento. Non va sottovalutata la secchezza oculare legata ad assunzione di farmaci per via sistemica come certi antiipertensivi, diuretici, miorilassanti, ansiolitici. Inoltre, alcune patologie della superficie oculare sono responsabili di occhio secco, come ad esempio le blefariti (infiammazioni del bordo palpebrale), in cui si ha produzione di secrezione lipidica (grassa) che altera il film lacrimale, o le congiuntiviti allergiche, o le infiammazioni da virus della cornea o della congiuntiva. L’ occhio secco può manifestarsi per uso improprio delle lenti a contatto quando queste sono indossate per troppe ore o quando ci si ostina al loro utilizzo in mancanza di un film lacrimale abbondante. I sintomi da occhio secco classici sono sensazione da corpo estraneo, palpebre pesanti, bruciore, a volte prurito con diminuzione del visus. All’inizio i sintomi sono poco apparenti ed il paziente spesso li trascura.

Se la patologia peggiora, il sintomo più importante è il dolore, per l’ insorgere di una cheratite. In questo caso si ha un riflesso associato di lacrimazione creando un apparente controsenso nella diagnosi. La terapia dell’ occhio secco nonostante la presenza in commercio di oltre 100 tipi di lacrime artificiali è sconfortante. Le lacrime cercano di ristabilire un normale film lacrimale attenuando la sintomatologia. L’instillazione delle gocce può variare dalle 4 volte al giorno, nei casi cronici, ad una instillazione ogni ora, nei casi acuti. Nei pazienti gravi si può ricorrere alla chirurgia con l’occlusione dei puntini lacrimali che sono le normali vie di scarico per le lacrime. Si può ricorrere anche a farmaci per via orale contenenti aminoacidi e acidi grassi insaturi in grado di migliorare la sintomatologia.

 

Dott. Valerio Crepaldi – Dirigente medico ospedale
S.Antonio e Piove di Sacco
Studio: Padova
mailvcrepaldi@libero.it

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