Mira: nuovo regolamento per la dispersione delle ceneri, contraria la Chiesa

Nelle scorse settimane c’è stato chi ha proposto una piattaforma di fronte alla laguna

La Chiesa Cattolica contro la dispersione delle ceneri. Sempre più persone si affidano dopo il funerale, alla pratica della cremazione a Mira e nel resto della Riviera del Brenta. Le percentuali dei defunti cremati sfiorano nel mirese il 60 %. Per questo entro quest’anno il Comune di Mira approverà un regolamento cimiteriale che prevede la dispersione, adeguandosi alla legge nazionale.

La Chiesa Cattolica, spiega però Monsignor Dino Pistolato parroco di Gambarare, si oppone a questa pratica: “che allontana dal culto della memoria dei defunti e della resurrezione dei corpi”. Ma ecco la posizione del Comune. “Quest’anno con l’approvazione di un nuovo regolamento – spiega il sindaco di Mira Marco Dori – verrà favorita ulteriormente la pratica della cremazione che permette di non intasare i cimiteri. Approveremo un nuovo regolamento cimiteriale che prevede la possibilità di disperdere, con le dovute modalità, le ceneri dei defunti. Pratica che non era stata consentita fino ad ora”.

È sempre più diffusa negli ultimi anni poi, anche l’usanza di tenere le urne cinerarie in casa. Se il Comune di Mira introdurrà questa pratica (eventualmente per i non cattolici praticanti), va ricordato che la Chiesa Cattolica ha ribadito il sì alla cremazione, indica nella sepoltura la pratica preferibile, mentre spiega che e non è concessa la conservazione dell’urna in casa o la dispersione delle ceneri nella terra, in acqua o nell’aria. È vietata per la Chiesa anche la conversione delle ceneri “in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti”. A chiarirlo è monsignor Dino Pistolato parroco della chiesa di San Giovanni Battista a Gambarare.

“Il canone 1176 del codice di diritto canonico – sottolinea monsignor Pistolato – non nega la possibilità della cremazione al fedele, a patto che non vi sia dispersione delle ceneri. La dispersione è un atto contrario al culto della memoria dei defunti proprio della Chiesa Cattolica. È un atto che punta a rimuovere dimenticare il momento della morte e la memoria del defunto. Comprendiamo il Comune di Mira che adegua il regolamento alla normativa nazionale vigente, ma la Chiesa resta contraria a questa pratica”. Contraria alla dottrine dalla Chiesa ammonisce Don Dino Pistolato, è anche la conservazione dell’urna cineraria del defunto in casa.

“Per la Chiesa Cattolica e la comunità di credenti – chiarisce il parroco di Gambarare – la morte di una persona e la memoria di un defunto non è un fatto privato, esclusivo, riservato a una cerchia di pochi, relegato ai parenti più stretti come figli o congiunti. Si tratta invece un fatto pubblico e non si può negare, un posto, una tomba, in cui sono depositate le spoglie del defunto, in cui chiunque può portare un fiore o fare una preghiera per lui“. Nelle scorse settimane c’è stato chi sui social ha proposto di realizzare una piattaforma per la dispersioni delle ceneri a Giare di fronte alla laguna.

Alessandro Abbadir

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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