Monselice: “Dalle ossa una miniera di informazioni”

Anche una monselicense tra gli studiosi che hanno scoperto un tumore sullo scheletro di un uomo vissuto tra 420 e 540 dopo Cristo: si tratta di Elena Varotto, 31 anni, bioarcheologa e antropologa forense.

Sono stati studiati i reperti scheletrici provenienti dalla necropoli di Pianotta di Calatabiano, in provincia di Catania, che risale all’epoca romana tardo-imperiale, tra I e III secolo dopo Cristo. Lo scheletro analizzato, invece, è successivo: apparteneva a un maschio adulto di 35-40 anni vissuto tra 420 e 540 dopo Cristo. Il team di ricercatori, tramite una serie di sofisticati esami, ha trovato in corrispondenza di uno dei due seni frontali del cranio un osteoma osteoide.

“Per noi è stata una sorpresa: per la prima volta, infatti, si è potuta determinare la presenza di questo tumore osseo benigno nel seno frontale in epoca antica. La patologia, quindi, non è associata solo alla modernità” spiega Varotto. Lo studio è stato illustrato lo scorso agosto all’ultimo meeting della Paleopathology Association a Zagabria.

La bioarcheologa monselicense ha frequentato il liceo classico Ferrari di Este e oggi collabora con l’Università di Catania. Vive in provincia di Siracusa, ma ha ancora un legame forte con il luogo d’origine: “Quando posso torno volentieri a casa, come ho fatto a settembre in occasione della Giostra della Rocca. Spero presto di poter realizzare un progetto di paleopatologia anche nella mia città. Le ossa, se studiate in modo etico e attraverso l’unione di diverse competenze, rappresentano una straordinaria miniera di informazioni”.

D.P.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento