Monselice: diossina, sollecitati nuovi controlli nell’area boschiva del Monte Ricco

Intanto il Comune ricorre al Tar contro il no della Provincia sul riesame dell’Aia

All’ombra della Rocca si torna a parlare del cosiddetto “caso diossina”. Attraverso una lettera spedita a fine ottobre ad Arpav e Comune, infatti, l’Unità Organizzativa Forestale Ovest della Regione ha sollecitato nuove analisi nel bosco del monte Ricco.

“Da molti anni la Regione, un tempo con operai propri e nell’ultimo anno, a seguito della stipula di una convenzione con Veneto Agricoltura, con operai di codesto ente, attua interventi di miglioramento boschivo sul monte Ricco” si legge nel testo, “A maggio 2018, a seguito di un’indagine Arpav che aveva evidenziato un lieve superamento per le diossine e un valore superiore alle soglie di attenzione per i Pcb nel punto T6 (area a bosco sul versante est del monte Ricco), il Comune di Monselice emetteva un’ordinanza disponendo la chiusura e l’interdizione all’accesso dell’area nel sovramonte della scuola Cini. Pertanto da inizio maggio i cantieri forestali presenti nell’area del monte Ricco sono stati sospesi”.

Le indagini effettuate in seguito sui suoli della zona hanno fornito esiti ritenuti rassicuranti, determinando la revoca dell’ordinanza. “I campioni sono stati prelevati non in bosco (come nella precedente campagna) ma lungo il sentiero” evidenzia però la lettera dell’Unità Organizzativa Forestale Ovest, che di conseguenza in via cautelativa ha ritenuto “di non riprendere l’attività di cantiere in attesa di ulteriori approfondimenti”. Si chiede allora di realizzare “un monitoraggio anche all’interno del bosco (punto T6) in tempi brevi” così da “verificare in modo definitivo se vi siano le condizioni per lavorare in sicurezza nei cantieri boschivi sul monte Ricco”.

Sulla questione è intervenuto Francesco Miazzi, che un anno fa sollevò il caso diossina: “L’area T6 dove sono stati trovati livelli anomali di diossina e pcb si trova all’interno di uno spazio a bosco. Il secondo prelievo, effettuato nella stessa zona, ma sul terreno battuto e ghiaioso del sentiero, non ha fatto registrare superamenti. Non può sfuggire che il tipo di fondo del sentiero sia maggiormente sottoposto a dilavamento, fatto che magari permette la deposizione degli inquinanti ma non la loro trattenuta” mette in luce l’ambientalista. Intanto la giunta comunale ha deciso di fare ricorso al Tar contro il no della Provincia alla richiesta di riesame dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale) della Cementeria di Monselice.

“Noi contestiamo il rinnovo automatico dell’Aia fino al 2029. A nostro avviso l’autorizzazione deve essere ridiscussa, perché ci sono diversi fattori da tenere in considerazione. Occorre innanzitutto verificare la situazione inquinamento in zona monte Ricco: cercare la fonte è un compito della Provincia, che però finora non l’ha fatto. Inoltre la Cementeria si trova all’interno del parco Colli: sorge quindi la questione dell’articolo 19 del Piano Ambientale” spiega il sindaco Lunghi, “Il nostro auspicio è che dal Tar giunga una risposta in tempi brevi”.

Davide Permunian

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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