Provincia: discariche, i residenti e i comitati chiedono maggiori controlli

Discariche in Riviera e Miranese i residenti chiedono maggiori controlli.

Nelle scorse settimane è scoppiato il caso dell inquinamento di cave a Paese ( Treviso) e Noale da parte di un’azienda del posto, in seguito alle indagini della magistratura e arriva dai comitati l’invito ai comuni a verificare lo stato di inquinamento del Passante.

“Dopo le allarmanti notizie apparse – spiega il presidente del comitato Opzione Zero Mattia Donadel – di questi giorni, anche Opzione Zero interviene sul caso della ditta di Noale (la “Cosmo”) perché i rischi di inquinamento del terreno e delle acque nel territorio della Riviera del Brenta e del Miranese sono molto alti”.

Opzione Zero spiega il perchè. “La Cosmo infatti è stata una delle ditte maggiormente coinvolte nella costruzione del Passantedice il comitato- e delle opere complementari. Se dovessero essere confermati i sospetti della magistratura circa l’uso di rifiuti pericolosi come sottofondo per fare strade, allora è molto probabile che i rilevati del Passante e delle bretelle costruite per esempio tra Dolo e Roncoduro o tra il casello di Oriago e la regionale 11 brentana, siano pesantemente inquinati. Stesso discorso per le altre opere complementari che attraversano il territorio più a nord e a est, nei Comuni di Venezia, Mirano, Scorzè, Martellago. Per non parlare delle cosiddette opere di mitigazione del “passante verde”.

“Il via vai di camion lungo via Porara ce li ricordiamo bene – ribadiscono dal Comitato – di cosa sono fatti quei terrapieni realizzati nel parco a ridosso dell’autostrada tra Marano e Mirano, oggi frequentato da centinaia di persone ogni giorno? Il caso della Valdastico sud insegna”. Opzione Zero chiede ai sindaci della Riviera del Brenta e del Miranese, di attivarsi immediatamente presso la Regione Veneto, l’Ulss 3 e l’Arpav affinché vengano fatte analisi accurate dei suoli e delle acque nelle zone sospette, indipendentemente da quello che sarà il corso delle indagini. Il rischio per la salute dei cittadini e per l’ambiente è troppo alto, e l’esposizione agli inquinanti potrebbe essersi protratta già troppo a lungo”.

Dal canto suo l’azienda nelle scorse settimane, difende la sua massina correttezza e rispetto delle norme nell’operato fin qui svolto ha precisato come si tratti nello specifico di una ditta che opera nel settore o in quello chimico o dei rifiuti, ed è sempre controllata dagli organi preposti come Arpav, Usl e Spisal. Inoltre, per legge esegue dei monitoraggi obbligatori che trasmette agli enti di controllo, visto il ramo delicato dove agisce. Intanto il caso finirà in Parlamento all’esame di una apposita commissione grazie all’interessamento del senatore del Pd Andrea Ferrazzi.Un’interrogazione parlamentare sarà presentata, alla Camera, anche dal deputato del Pd Nicola Pellicani. Deputato che fa parte della Commissione rifiuti della Camera.

Ma non è solo la questione della ditta Cosmo a preoccupare. In Riviera c’è una discarica di materiali pericolosi. è la discarica abusiva di via Rivelli a Bojon di Campolongo, scoperta sotto il tracciato della circonvallazione di Bojon durante i lavori per il completamento dell’opera. Si estende su 5-6 mila metri quadrati ed è stata classificata come pericolosa, per la presenza di amianto. A certificarla “pericolosa”, un sopralluogo dell’Arpav e dei carabinieri del Noe. Si tratta di materiali scaricati pare, fra il 1968 e il 1972, materiali di scarto perlopiù provenienti da lavorazioni nell’area di Porto Marghera. I residenti e i gruppi di opposizione alla maggioranza di centrodestra che governa il Comune, hanno chiesto nei mesi scorsi che fosse fatta un’indagine epidemiologica per capire se le diverse morti di cancro che si sono avute nella zona nel corso dei decenni, sono da attribuire alla presenza di questi materiali. I rifiuti superficiali sono stati portati via nelle scorse settimane, ora si sta attendendo le analisi che arrivano dai terreni per poter procedere alla delimitazione precisa dell’area inquinata e alla successiva bonifica.

Il sindaco di Campolongo Andrea Zampieri, spiega la situazione. “Nelle ultime settimane Sistemi Territoriali che si occupa della realizzazione della bretella- spiega il sindaco- ha portato via 10 tonnellate di materiale inquinato, per lo più metallico, accatastato in superficie incaricando una specifica azienda. Ora il passo successivo sarà capire con le analisi dell’Arpav e se le falde acquifere sono state inquinate e nel caso come chiudere l’accesso all’acqua anche a uso irriguo. Poi si procederà alla caratterizzazione della discarica e alla successiva bonifica”. Per la bonifica però, ci vorranno anni.

Alessandro Abbadir

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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