Referendum per “Terre Conselvane” Conselve, Cartura e Terrassa al bivio

Se passeranno i sì nascerà un Comune da oltre 17 mila abitanti, confronto molto acceso

E’ il referendum i cittadini di il momento della verità: con Conselve, Cartura e Terrassa decideranno se promuovere l’idea della fusione a tre e aprire l’era di “Terre Conselvane” oppure se bocciare il progetto e mantenere i tre Comuni autonomi. Nelle ultime settimane il confronto fra i sostenitori e i detrattori dell’iniziativa si è fatto via via più “caldo”, non senza qualche spunto polemico e qualche presa di posizione che ha fatto discutere, sia da una parte che dall’altra. Intanto i tre consigli comunali hanno approvato il testo dello statuto del nuovo Comune messo a punto dalla commissione ma contestato dalle opposizioni che non hanno condiviso il metodo di lavoro e la tempistica del progetto.

Il Comitato del “si” alla fusione, presieduto da Gabriele Ferrero, vede con favore un nuovo Comune che possa offrire “più servizi per il territorio, più attenzione alle esigenze dei cittadini, risorse aggiuntive per maggiori investimenti, risparmi di spesa, mantenimento e valorizzazione delle comunità e un maggiore contatto con i cittadini. Un Comune più grande ha maggiori risorse da investire in tutto il territorio in maniera equa ed è anche maggiormente appetibile per nuovi insediamenti di attività produttive e commerciali. Potrà inoltre attrarre nuovi insediamenti residenziali e godere di una maggiore rappresentatività nei tavoli istituzionali. Un comune unico dà la possibilità di una maggiore collaborazione tra le realtà presenti nel territorio, anche in termini di nuovi progetti di rilievo con i finanziamenti pubblici. I 20 milioni di euro di contributi verranno suddivisi equamente per realizzare nuove piste ciclabili, per la manutenzione dei plessi scolastici, degli edifici pubblici e degli impianti sportivi, per la sistemazione e delle infrastrutture”.

Secondo Luigi Buson, presidente del Comitato del “no”, “continua la campagna di mistificazione da parte delle amministrazioni proponenti il progetto di fusione, che ora lo chiamano “fusione amministrativa”.

Non esiste la fusione amministrativa, bensì solo la fusione, un processo irreversibile che mette fine a tre enti, per dare vita ad uno nuovo dal nome asettico. L’unione è una vera forma di collaborazione amministrativa, i cui contributi sono erogati a fronte di risultati tangibile. Così come non esistono le Municipalità: con la fusione ci sarà solo un Municipio, cioè la sede municipale: mentre quelli che i proponenti chiamano municipi non saranno altro che “Consigli di Frazione” composti da nominati non eletti e senza alcun potere. L’inganno è ancor più evidente nel voler impegnare contributi straordinari incerti, in progetti vaghi e senza averne il potere deliberativo. Infine lo statuto, presentato prima ancora di essere votato, e poi imposto a maggioranza senza discussione e possibilità di emendare: come possono parlare di partecipazione? Il comitato non difende i Campanili, ma la dignità e il rispetto delle comunità che non possono essere ingannate”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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