Rovigo: gli autotrasportatori polesani preoccupati per la carenza di ricambio generazionale tra gli autisti.

Il CNA sottilinea alcuni dei motivi che stanno alla base del problema: burocrazia lenta, poche sessioni d’esame disponibili, costo troppo elevato

“Si è assottigliato sempre più, nel corso del 2018, il numero dei giovani polesani che hanno deciso, per lavoro, di acquisire l’abilitazione professionale per la guida dei veicoli destinati all’autotrasporto merci per conto terzi e per questo il rischio è la mancanza del ricambio generazionale che in provincia di Rovigo registra oltre 580 imprese, di cui oltre 470 attività artigiane con una occupazione per oltre mille addetti.” Lo evidenzia Dario Panin – Portavoce degli autotrasportatori CNA – il quale sottolinea che le motivazioni possono essere ricondotte a: il costo troppo elevato per conseguire l’abilitazione; gli iter burocratici; la difficoltà di organizzare nel territorio provinciale le attività di preparazione alle sessioni di esame indette dalla Provincia.

E’ da ricordare – prosegue il Portavoce degli autotrasportatori CNA – che ai sensi del Regolamento CE N° 1071/2009 , che stabilisce norme comuni sulle condizioni da rispettare per esercitare l’attività di trasportatore su strada, l’esame di idoneità per il trasporto su strada di merci in ambito nazionale ed internazionale, è strutturato in due parti: la prima riguarda materie di diritto (civile, commerciale, tributario e sociale), la gestione commerciale e finanziaria dell’impresa, l’accesso al mercato, norme tecniche anche di gestione, la sicurezza stradale mentre la seconda prevede la soluzione di una esercitazione “pratica,, in ambito nazionale ed internazionale. In passato – spiega il Presidente degli autotrasportatori CNA – la patente di guida per condurre autoarticolati, molte volte, veniva conseguita durante il servizio militare e le licenze conseguite erano poi convertibili in ambito civile. Ora, con l’abolizione del servizio militare obbligatorio, ciò non è più possibile.

E’ da evidenziare, inoltre, che oltre alla patente C, poi, per il trasporto professionale di cose, è necessario conseguire anche la CQC (la carta di qualificazione del conducente). Come CNA – prosegue Dario Panin – il problema del ricambio generazionale l’abbiamo posto in vari tavoli, tant’è che nel recente contratto collettivo regionale di lavoro per i dipendenti delle imprese del settore autotrasporto merci aderenti all’Ebav (l’ente bilaterale dell’artigianato veneto costituito dalle Associazioni dell’artigianato e dalle Organizzazioni Sindacali) è stata prevista una prestazione una tantum destinata ai neo assunti che abbiano sostenuto costi per acquisire patenti superiori a quella posseduta e/o CQC nei 12 mesi precedenti l’assunzione frequentando corsi svolti da soggetti abilitati e convenzionati consistente in un rimborso al 50% dei costi sostenuti nel limite massimo di mille euro.

Anche la Legge Finanziaria nazionale 2019, a seguito della proposta di CNA, ha affrontato l’argomento prevedendo, per gli anni 2019 e 2020, il rimborso parziale delle spese sostenute per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali per la guida dei mezzi pesanti ed il trasporto di merci per conto terzi in favore di giovani conducenti che non abbiano compiuto i 35 anni, che siano assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato da imprese del settore attive sul territorio italiano.

Per quest’ultimo provvedimento si è in attesa del decreto con il quale saranno definite le modalità per la richiesta e l’erogazione del rimborso.

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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