Spinea: l’ex sede della casa delle associazioni versa nel degrado

La struttura che si trova in via Bennati è motivo di preoccupazione per residenti e opposizioni. Il sindaco: “Non c’è eternit e sarà abbattuta”

L ’ex sede casa delle associazioni in via Bennati a Spinea è motivo di preoccupazioni per i cittadini che vivono in quella zona a causa della situazione di degrado della struttura. L’edificio è stato chiuso ed è rimasto inutilizzato per diversi anni, e ultimamente sembrerebbe essere frequentato da persone che vi bivaccavano. L’ex scuola, che alcuni anni fa ospitava le associazioni del territorio, è inagibile in seguito alla caduta di una parte del tetto causata dal maltempo.

I cittadini hanno espresso le loro preoccupazioni anche attraverso i social network. A novembre, Claudio Tessari consigliere e capogruppo della Lista civica omonima, durante il consiglio comunale, ha presentato un’interrogazione proprio per avere dei chiarimenti in merito all’edificio e a possibili intrusioni nell’edificio da parte di alcuni sbandati e per chiedere se ci sono stati interventi della Polizia locale. Ha chiesto anche se vi è un programma per la struttura che sta creando problemi alla zona e agli abitanti, non solo di decoro, ma anche per la presenza di eternit.

“Considerato che la situazione sta creando la giustificata preoccupazione degli abitanti di via Bennati – spiega Tessari – che da tempo denunciano tale degrado, auspico un intervento dell’amministrazione comunale per risolvere un problema che si sta sempre più incancrenendo e per prevenire episodi di occupazione abusiva da parte di sbandati che possono portare a problematiche più serie”.

Il sindaco Silvano Checchin ha risposto all’interrogazione dichiarando che la notizia dei bivacchi non è vera: “Durante gli interventi fatti dal manutentivo presso l’immobile dismesso, in occasione della manutenzione dell’area esterna -dice Checchin – non è mai stata individuata la presenza di persone all’interno dell’immobile e non risulta l’intervento della Polizia Locale. Per quanto concerne l’immobile dismesso non si comprende a quale documentazione faccia riferimento l’interrogante quando scrive della presenza di eternit. Affermazione così perentoria e così allarmante, presumo sia stata ben ponderata e verificata e quindi chiedo all’interrogante di produrre le prove di quanto affermato proprio per tutelare la salute pubblica. Per quanto in nostro possesso infatti, dai censimenti effettuati sulle strutture comunali, non risulta alcuna presenza di eternit nell’immobile, come non risulta dalle recenti analisi fatte in occasione del crollo del tetto. Questa amministrazione, nonostante il censimento risalga al 2001 e praticamente ben poco sia stato fatto dal 2001 al 2009, ha realizzato interventi per oltre 300 mila euro eliminando così tutto l’amianto presente nelle strutture comunali in uso”.

L’amministrazione comunale utilizzerà l’avanzo di amministrazione del 2018 per demolire l’immobile dismesso e ripristinerà l’area e successivamente alienarla libera da impedimenti e vincoli.

Roberta Pasqualetto

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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