Tribano: ma a cosa servono i piccoli Comuni?

La bocciatura del referendum sulla Fusione dei Comuni del Conselvano porta a delle riflessioni.

Anzitutto ci si chiede se è davvero utile attuare questo nuovo processo di modernizzazione finalizzato alla riduzione della spesa pubblica e al miglioramento dei servizi. Spesso sentiamo parlare di inefficienza delle nostre amministrazioni rispetto a quelle Tedesche o Francesi. Dai dati risulta palese che la maggior parte dei comuni italiani e tedeschi è sotto i 5.000 abitanti. La maggior parte sono piccoli Paesi, ma con il valore aggiunto della condivisione e della conoscenza personale che porta ad agire con precisione. La fusione riduce il numero dei Consiglieri a contatto con il territorio, elimina la figura di uno o più Sindaci e conseguentemente riduce la possibilità di una relazione diretta da parte del cittadino. Sicuramente, in base alla legislazione vigente si prospettano vantaggi economici, utili per le comunità, ma nessuno è in grado di stabilire quanto incideranno realmente nella valorizzazione dei rapporti personali.

“Il Comune modello di certo non esiste – riflette il consigliere di minoranza di Tribano Massimo Cavazzana – Una cosa è certa: i progetti vanno costruiti ed affrontati da vicino a stretto contatto con la gente, spesso non basta lo stesso sentire politico delle singole amministrazioni. Serve un coinvolgimento e una consapevolezza che ha abbandonato da tempo i nostri Consigli Comunali sempre più poveri. Per iniziare un percorso d’Unione ancor più di fusione serve una consapevolezza in grado di far crescere un interesse radicato e alla fine necessario. Una cosa è certa l’Europa pullula di piccoli Comuni efficienti, sta a noi trovare la strada per non perdere l’umanità che ha sempre contraddistinto le nostre Comunità”.

(c.l.)

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