Tribano: una riflessione sulla Grande Guerra

Interesse per la mostra allestita dall’Auser in sala consiliare per rendere omaggio al sacrificio di molti giovani un secolo fa al fronte. Sottolineato anche il ruolo della donna nel conflitto, al lavoro e in famiglia

Grande affluenza di pubblico alla mostra organizzata a Tribano dal Comune e dal circolo Auser, presso la sala Consiliare del Comune, per rendere omaggio a tutti coloro che sono stati coinvolti in quel tremendo conflitto passato alla storia come Grande Guerra. La mostra si è aperta con la conferenza introdotta dal responsabile della organizzazione, Mario Galuppo, cui ha seguito un breve discorso del Sindaco con il proseguo del Coro Perosi di Bagnoli di Sopra che ha cantato “Il Signore delle Cime”, brano scelto da Galuppo per l’emotività che imprime nelle persone.

La Conferenza è stata tenuta dallo storico e guida alpina di quarta generazione Franz Brunner sul tema “Fine di un conflitto e primo dopoguerra”. La mostra ha avuto un taglio un po’ diverso da quelle che spesso vediamo o almeno il curatore ha visto in questi anni. Si è trattato di un insieme di immagini, circa novanta: si partiva dagli atti che hanno dato origine al conflitto con la dichiarazione di guerra e relativo proclama ai popoli in tedesco e in italiano dell’Imperatore Austroungarico, Proclama ai soldati del Re Vittorio Emanuele.

Nella mostra si è sottolineato il ruolo della donna nel conflitto: va ricordato infatti che, mentre gli uomini erano al fronte, le donne li sostituivano nelle fabbriche di armi e nelle campagne. Ove non potevano i muli erano le donne che portavano, con le gerle in spalla, viveri e munizioni ai soldati. È nata la figura delle portatrici carniche, una di queste è stata insignita e alla quale è stata data il nome di una caserma nel Trevisano. Non dimentichiamo le Crocerossine sia negli ospedali che al fronte. Una di queste crocerossine riposa, unica donna, nel sacrario di Redipuglia, nel primo gradone. Nella mostra è stato dato spazio a ciò che visibilmente resta di quel conflitto.

Un insieme di cimiteri di guerra e di sacrari dalla forma nordica, da larghi territori con tombe poste una accanto all’altra a quelli monumentali quali Redipuglia e Cima Grappa. Qui su una tomba specifica spesso vi è un fiore, è quella di Peter Pan, soldato ungherese arruolato nell’esercito Austroungarico. Un’attenzione particolare è stata data anche ai soldati prigionieri dell’uno e dell’altro fronte. Sono stati citati anche i Campi di Prigionia dell’Asinara, di Catanzaro, in Austria e in Germania.

C. L.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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