Porto Tolle: le aree Sic preoccupano la pesca

L’area protetta coprirebbe in parallelo la costa, dal confine Emiliano Romagnolo a Punta della Maistra, ma purtroppo si tratta di una tra le poche aree pescose rimaste dove si pratica la pesca volante e a strascico

L’incontro per trattare l’individuazione dei Sic Marini che si è tenuto a Bologna nella sede della Regione Emilia Romagna, dove hanno partecipato i rappresentanti delle tre regioni dell’alto Adriatico, i dirigenti del Ministero dell’ambiente e delle politiche agricole e il sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, Franco Manzato, ha agitato le acque nelle marinerie polesane e dell’intero compartimento marittimo di Chioggia.

A darne notizia è stato Luigino Pelà della cooperativa Pila, che all’incontro rappresentava l’intero comparto ittico polesano, con delega da parte del Consorzio Cooperative di Pescatori di Scardovari. Da quanto emerso dall’incontro, dove è stato presentato il progetto Tarta-Tur, l’ipotesi sarebbe quella di individuare tre siti Sic nelle varie realtà regionali. Aree Sic normate da direttive ben precise relative alla conservazione degli Habitat naturali e semi naturali della flora e della fauna selvatica, e per rispondere alle leggi comunitarie, rimaste nel cassetto da qualche anno, che prevedono la salvaguardia dei delfini e delle tartarughe.

Nuove aree protette che si andrebbero a sommare a quelle che fanno da perimetro al rigassificatore, alle tegnue e alla stazione terminale dell’isola verde, presentata qualche settimana fa nel comune di Chioggia. Per il Veneto tale area protetta andrebbe a coprire in parallelo la costa, dal confine Emiliano Romagnolo a punta della Maistra, ad una distanza dalla costa che va dalle 6 fino alle 12 miglia marine. Di fatto si parla delle poche aree pescose rimaste, dove si pratica la pesca volante e a strascico.

“Apprezziamo – commenta Pelà – l’impegno del sottosegretario Manzato nel tranquillizzare la categoria dei pescatori, oltre a tutelare delfini e tartarughe, ma il fatto di farci credere che aree Sic non voglia dire divieto di pesca, non ci convince per niente, anzi l’esperienza ci porta già a capire come andrà a finire. Per questo siamo contrari all’istituzione delle aree Sic, visto che i delfini e le tartarughe migrano e non stazionano nelle acque marine e l’istituzione dei Sic Marini non avrebbero efficacia sulla tutela di delfini e tartarughe. Ancora una volta, sembra che qualcuno ci voglia usare come “merce” di scambio. Ormai le specie da tutelare e in estinzione siamo proprio noi pescatori”.

Guendalina Ferro

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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