Adria: “Risolvere al più presto i ritardi sulla tratta Adria-Venezia”

Il percorso causa un ritardo di circa 2 ore anche a causa dei passaggi a livello

Continuano i problemi per i e Rovigo-Chioggia, che sono stati al centro di recent pendolari delle linee Adria-Mestre i incontri in Comune che hanno visto la partecipazione dal consigliere Enrico Bonato e del sindaco Omar Barbierato. I disagi maggiori sono dovuti ai tempi di percorrenza, che in base anche all’adeguamento necessario al sistema di sicurezza e a problemi sul binario unico, hanno causato ritardi di almeno 30 minuti rispetto al tempo di percorrenza previsto, impiegando quindi 2 ore per un viaggio di appena 57 chilometri.

“I ritardi continui creano disagi gravissimi – commenta Barbierato – sia per i lavoratori sia per gli studenti che spesso all’arrivo devono utilizzare autobus, vaporetti, o tragitti a piedi per raggiungere il lavoro. Sistemi territoriali, in una riunione a metà gennaio, ha risposto che con la sistemazione di alcuni problemi il tragitto sarà assicurato con una maggiore durata per 15 minuti mantenendo gli orari di arrivo e sopprimendo un paio di corse dove ci sono pochi utenti, e non quindi negli orari di punta. Il nuovo calendario dovrebbe essere ufficialmente pubblicato il 25 febbraio”.

Il problema del nuovo sistema di sicurezza, sarebbe da imputare, da quanto emerso in riunione, al rallentamento se non fermata del treno in prossimità delle stazioni e dei passaggi a livello, ben 67. “A fronte delle richieste di noi amministratori nel corso del tavolo tecnico ad Arzergrande, Sistemi Territoriali cercherà di chiudere il maggior numero di passaggio livello realizzando, ove possibile, piccole opere di viabilità alternativa”. Nello specifico, ad Adria non ci sono passaggi a livello di competenza di Sistemi Territoriali: ve ne sono due, nei pressi della stazione, che interessano la linea, ma che sono di competenza di Rfi. “L’unico sul quale si potrebbe ipoteticamente intervenire, discutendone anche con Rfi, è quello di via Ragazzi ’99. Abbiamo, però, espressamente richiesto, in caso di chiusura di tale passaggio, la realizzazione di un sottopasso in prossimità della stazione utilizzabile da bici e pedoni per mantenere un collegamento diretto tra il centro città e il quartiere di Bortolina”.

“La seconda comunicazione importante che abbiamo ricevuto è relativa all’eliminazione della corsa delle 12.19 da Venezia, a fronte, però, di una bus-sostituzione da Mestre con due mezzi (uno fermerà a Piove di Sacco, il secondo fermerà a Piove di Sacco e a tutte le fermate successive sino ad Adria). Questa situazione rimarrà tale fino ai primi di giugno”.

Problemi anche sulla linea Rovigo-Chioggia, come riferisce Bonato: “Gli utenti denunciano problemi legati soprattutto all’organizzazione delle coincidenze, poichè a Rovigo esiste quasi una contemporaneità tra l’orario di arrivo di alcuni treni e quello della partenza del treno o della corriera in direzione Adria o Chioggia. Questo porta le persone ad aspettare anche più di un’ora in stazione”. Per questo l’amministrazione ha chiesto un tavolo tecnico.

La minoranza comunale chiede risposte concrete da dare ai pendolari che ogni giorno devono utilizzare il treno

“I pendolari della tratta Adria-Mestre continua- no a soffrire quotidianamente disagi dovuti a ritardi e soppressione corse. È urgente avere risposte precise e dettagliate da parte dell’assessore De Berti, visto che la responsabilità politica e di indirizzo è della Regione, nelle sedi preposte anziché leggerle sui giornali”.

Questa la richiesta da parte di alcuni consiglieri d’opposizione di Adria: da Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito Democratico con i colleghi Graziano Azzalin e Bruno Pigozzo, fino a tutti i consiglieri di opposizione presenti in Seconda commissione, Stefano Fracasso, Andrea Zanoni (PD), Cristina Guarda (AMP), Manuel Brusco (M5S) e Piero Ruzzante (LeU). “L’inizio anno su questa tratta è stato semplicemente disastroso, l’introduzione dei nuovi impianti di gestione ha peggiorato una situazione già precaria, tra corse in ritardo di almeno quindici minuti al mattino e mezz’ora nel tardo pomeriggio.

La proposta dei bus sostitutivi, si è rivelata finora insufficiente e non possiamo accettare che la soluzione sia quella di rimodulare gli orari per far fronte ai tempi di percorrenza più lunghi, cancellando le corse meno affollate. Non si può andare avanti così, è bene che Regione e Sistemi Territoriali lo capiscano e diano a centinaia di pendolari che pagano biglietti e abbonamenti, per altro rincarati, un servizio degno di tale nome” hanno concluso. Insomma, la vicenda è tutt’altro che risolta.

Ga.Fe.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento