Borgoricco: Irene, una vita per lo sport

Originaria di Borgoricco, l’atleta ha conquistato una lunga lista di podi nel duathlon e nel triathlon. Il suo motto? “Non sognare la tua vita, ma vivi i tuoi sogni”. Tanti sacrifici, ripagati dalle molte soddisfazioni

“Non sognare la tua vita, ma vivi i tuoi sogni”. Questa l’ambizione di un’atleta, pluricampionessa di triathlon e duathlon, che è riuscita a trasformare la sua più grande passione in un lavoro. È Irene Coletto, 36 anni, laureata in Scienze Ambientali, originaria di Borgoricco ma ormai cittadina del mondo dal momento che trascorre lunghi periodi all’estero per gareggiare e allenarsi. Lunghissima la lista dei podi conquistati sia in Italia sia all’estero. Ultime, in ordine di tempo, le bellissime vittorie al Powerman in Indonesia, lo scorso aprile, e al Mezzo triathlon idroman in Italia, lo scorso giugno.

Irene, come è iniziata questa passione? “L’attività sportiva mi ha affascinato fin da piccola. Avevo due grandi esempi in casa, con un papà ciclista e una mamma tenace e ottima sostenitrice. Ho iniziato a fare sport in palestra e, dopo poco, la personal trainer mi ha proposto di partecipare a una maratona. Nel 2006 ho portato a termine i miei primi 42 km”.

Hai continuato nella corsa a piedi per diversi anni. Poi, nel 2012, c’è stata una svolta. “Grazie a un’amica ho conosciuto le discipline del duathlon, composto da podismo e ciclismo e al quale mi sono dedicata per diversi anni, e del triathlon, che include anche il nuoto. Quest’ultimo è diventato il mio sogno, nonostante non sapessi nuotare e avessi anzi timore dell’acqua. Ho superato le mie barriere mentali, ho iniziato a nuotare, prima con un corso base, poi nella vasca da 50 metri come autodidatta. L’amore per questo sport è stato così forte da diventare per me uno stile di vita”.

In questi anni lavoravi nel settore chimico. Dove trovavi il tempo per allenarti? “Lavoravo 8-10 ore al giorno con allenamenti anche bi-giornalieri. Dovevo pianificare tutti gli impegni, sottraendo tempo alla famiglia, agli amici, alla vita normale. Mi allenavo alle 5.30, con qualsiasi condizione meteorologica, andavo al lavoro, alla sera nuotavo e poi subito a letto per essere pronta per il giorno dopo. Era difficile, ma la carica e la vitalità che provavo mi facevano dimenticare lo sforzo”.

Dopo tanti sacrifici, due anni fa sei riuscita a coronare il tuo sogno.“Nel 2016 ho rischiato tutto. Ho lasciato il lavoro e ho studiato per diventare Coach/Allenatore di Triathlon e l’anno scorso sono diventata Triathleta professionista”. Ci descrivi una tua giornata tipo? “Mi alleno dalle 25 alle 30 ore a settimana. Il chilometraggio varia, ma tutto è improntato in modo da poter affrontare la gara di triathlon più lunga, l’Ironman che prevede 4 km a nuoto, 180 km in bici e una maratona finale di 42 km”.

Hai del tempo per te? “Normalmente i professionisti top della disciplina tra un allenamento e l’altro riposano. Io lavoro al computer con i miei atleti o vado in giro per il mondo per lavorare. Adesso sono in Thailandia fino a marzo per disputare dei campionati di Triathlon con atleti di tutto il mondo. I ritmi sono talmente serrati che non ho molta vita sociale: quando gli altri fanno festa io dormo per recuperare”.

Monia Pasqualetto

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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