Come viene prodotta la grappa?

Tra i distillati più amati e apprezzati in tutta Italia (e non solo), non tutti sanno che la grappa si ottiene dalla distillazione delle vinacce, ovvero del prodotto di scarto ottenuto dalla spremitura delle uve nella produzione del vino. Le vinacce utilizzate per la produzione della grappa devono essere necessariamente fresche e umide, e non devono essere state dunque spremute interamente, costituendo così elemento base per la realizzazione di questo prelibato distillato.

Chiarito quanto sopra, per poter arrivare all’ottenimento di un prodotto di qualità come la grappa Berta online, è necessario che le vinacce siano fermentate, ovvero siano interessate da un processo nel quale gli zuccheri si trasformano in alcol. Una volta giuste in distilleria, le vinacce saranno evidentemente interessate da un altro processo, quello – appunto – della distillazione.

La distillazione è quel particolare percorso che serve a separare l’alcol e le sostanze aromatiche dal resto del composto di partenza, mediante l’inserimento delle vinacce in un alambicco: qui le vinacce saranno riscaldate con vapore o fuoco diretto, portando il composto a una temperatura di circa 80 gradi. In questo modo si favorirà l’evaporazione dell’alcol che, incontrando il tubo di rame freddo, verrà raffreddato facendoci scorrere di fianco dell’acqua. In questo modo i vapori si condensano, ritornando allo stato liquido. Viene così ottenuto il distillato che… non è affatto bevibile!

Il distillato ottenuto in questa fase del processo contiene infatti anche delle sostanze che sono tossiche per l’organismo umano, come il metanolo. Di qui, l’immediata necessità: scartare le sostanze tossiche come il metanolo, mediante la rettificazione. Il principio di base è semplice: le sostanze che contengono i distillati riescono a evaporare a temperature differenti, permettendo così al distillatore professionista di poter selezionare la testa del distillato che contiene le sostanze tossiche come il metanolo, dal cuore del distillato che invece contiene alcol etilico e sostanze aromatiche, e dalla coda che contiene sostanze grasse e oleose che non sono tossiche, ma nuocerebbero alla bontà della grappa.

A ciò si aggiunga che una distillato appena prodotto ha un grado alcolico di circa 70 – 85 gradi: si tratta di un valore alcolico evidentemente troppo elevato per poter risultare apprezzabile dall’uomo, rendendo necessaria un’ulteriore operazione sul distillato, la riduzione del grado alcolico. Il processo in questione viene effettuato aggiungendo acqua pura di sorgente al distillato, sino a raggiungere la gradazione che è desiderata dal distillatore, e che varia in funzione di diversi fattori come i vitigni utilizzati, l’eventuale invecchiamento e la tipologia di grappa che si vuole ottenere.

Infine, rammentiamo che contrariamente ad altri prodotti come il whiskey, la grappa non deve essere necessariamente oggetto di invecchiamento prima di essere consumata. È il caso delle grappe bianche, che sono commercializzate senza alcun passaggio in botti di legno, senza che ciò ne turbi la bontà o il valore di apprezzamento. Le grappe giovani si riconoscono perché tendenzialmente incolori, con profumo legato al vitigno di cui era composta la vinaccia. Le grappe invecchiate sono invece diversamente denominate a seconda del tempo trascorso nelle botti di legno.

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