Le trivelle del Delta fanno paura

Via libera in tutto a quindici concessioni già autorizzate

Un tema ancora caldo, a distanza di tre anni dalla mobilitazione referendaria sulle trivelle, che ora continua a discutere proprio a seguito del via libera a quindici concessioni già autorizzate, grazie a un emendamento di Lega e Cinque Stelle, che interesseranno anche il Delta del Po, con la piattaforma Teodorico.

Grave è il silenzio di Zaia che non apre bocca per non contraddire il proprio capo – commenta Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito Democratico -. A parte le rassicurazioni del ministro Costa, che dice di non voler firmare le richieste di permessi di trivellazione, c’è poco da stare tranquilli. Si scaverà all’interno delle 12 miglia marine e non si sa il bacino di gas a che distanza arriverà dalla costa. Alcuni studi hanno evidenziato l’abbassamento del suolo attorno alla piattaforma, come è successo a Ravenna, di fronte al lido di Dante. Un abbassamento eccessivo comporta un buco dove vanno a finire i sedimenti dei fiumi, anziché mantenere l’equilibrio lungo la costa, con conseguenti problemi di erosione”.

Azzalin teme infatti che si ripetano i drammi del passato, per questa la doverosa e continua mobilitazione in difesa del territorio indipendentemente dallo schieramento politico. “Nella consultazione del 2016 sono andato contro le indicazioni del Partito Democratico e lo rifarei – conclude il Consigliere -. Invece Zaia e l’assessore Corazzari stanno zitti come se la questione non li riguardasse. Se hanno cambiato idea, trovino il coraggio di dirlo pubblicamente. Altrimenti vuol dire che accettano supinamente gli ordini dall’alto per non irritare Salvini, fregandosene delle legittime preoccupazioni dei polesani”.

Ga. Fe.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento