Adria: “Ospedale, priorità del 2019”

Il primo cittadino Omar Barbierato fa il punto sul presente e le iniziative future per il nosocomio del territorio: un’Ortopedia d’eccellenza, programma lavori del Pronto Soccorso, primario a Ginecologia

L’Ospedale di Adria in testa alle priorità dell’agenda  2019 del primo cittadino, Omar Barbierato. Il sindaco è in prima linea nella difesa e valorizzazione del presidio, ma anche nel cercare una soluzione a una serie di criticità e disagi segnalati dagli stessi cittadini. Tra le richieste: un’Ortopedia di eccellenza; più medici specialisti; il mantenimento del Punto nascite; la reale operatività del Cup.

“In questi giorni – spiega – ho chiesto degli aggiornamenti in merito ad alcune questioni, peraltro già affrontate lo scorso ottobre, in un“faccia a faccia” con la dirigenza dell’Ulss 5, al quale erano presenti l’assessore Marco Tosato e il consigliere comunale Michele Casellato”. Queste le richieste sul tavolo per i prossimi mesi.

“Prima di tutto – illustra Barbierato – un cronoprogramma dettagliato e preciso dei lavori del nuovo Pronto soccorso. E ancora: l’adeguamento del numero di posti letto per l’ospedale di comunità, vale a dire una struttura integrativa di rete, intermedia tra l’assistenza domiciliare e l’ospedale”.

“Ho chiesto, poi, la realizzazione di un’ eccellenza provinciale (Centro di riferimento aziendale) per Ortopedia; quindi, se sia stata messa a punto una strategia per affrontare le difficoltà del personale di Psichiatria e quale soluzione sia stata adottata per il 118 – continua -. Abbiamo bisogno, quanto prima, di primari per Ginecologia, Radiologia e Pediatria così da rimettere in piedi i reparti e rendere la nostra struttura appetibile per nuovi medici specialisti”. Per quanto riguarda Ginecologia, è fondamentale che, nelle schede ospedaliere, “mantenga la propria autonomia organizzativa salvaguardando il Punto nascite”.

Il primo cittadino conclude toccando due questioni che gli stanno molto a cuore soprattutto dopo le continue segnalazioni dei cittadini: Cup e poliambulatori. “Ho chiesto i dati del Cup così da capire in quale ospedale della provincia i nostri cittadini vengano indirizzati in base al tipo di visita e di impegnativa e sui poliambulatori ho sollecitato delle verifiche”.

Necessità di fare squadra con tutti: “Siamo ancora in tempo per salvare il nostro ospedale?”

A chiederselo è il Comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Adria che scende nuovamente in campo sul tema generale della sanità adriese e sulle future schede ospedaliere. “Che qualcuno avesse cantato vittoria troppo presto, lo avevamo già detto – esordisce Enrico Naccari, presidente del Comitato –. Per onestà intellettuale, bisogna ammettere che la base da cui si partirà per definire le prossime schede, anche in maniera quasi impercettibile, è migliorata. In verità, il doversi accontentare di un così modesto risultato ha un po’ il sapore del vecchio detto “piuttosto che niente, è meglio piuttosto”.

Naccari non si tira indietro rispetto alla proposta di un tavolo unitario. “Abbiamo accolto con favore la proposta del Pd di lavorare assieme e di fare, finalmente, squadra, sperando di portare a casa un risultato tangibile per i nostri concittadini. Auspicando di non essere gli unici, siamo disponibili a collaborare, mettendo a disposizione la nostra rete di volontari, il coordinamento dei comitati polesani e veneti che difendono salute, ambiente e territorio, e l’esperienza, seppur modesta, maturata in questi mesi. Ci chiediamo, altresì: siamo ancora in tempo per tentare di salvare capra e cavoli? L’impressione netta è che nessuna forza politica della maggioranza in Regione premerà per discutere delle schede prima delle elezioni europee”.

Naccari conclude sgombrando il campo soprattutto rispetto a chi, ad Adria, cerca a tutti i costi divisioni e fratture che, di sicuro, non aiutano a far valere il diritto alla salute. “È deprimente leggere giudizi tranchant su iniziative politiche pubbliche della maggioranza da parte di chi non saprebbe riconoscere e formulare, neppure se vi inciampasse per sbaglio, una proposta alternativa per la nostra sanità e i nostri servizi socio-sanitari”.

Nicoletta Masetto

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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