Adria: trivelle, “terribile notizia”

L’estrazione di idrocarburi ha un impatto ambientale molto grave: l’abbassamento del suolo di 3 metri, che provocherebbe danni agli argini di sicurezza adriesi

Un NO ancora valido, a distanza di tre anni dalla mobilitazione sulla vicenda delle trivelle e che, ora, si continua a discutere proprio a seguito del via libera a quindici concessioni autorizzate, grazie a un emendamento di Lega e Cinque Stelle, che interesseranno i territori adriesi e deltini, come la piattaforma Teodorico. A scendere subito in campo le liste civiche Ibc SiamoAdria e Adria Civica contrarie all’estrazione di idrocarburi in alto Adriatico che chiedono alla Regione Veneto di verificare “la veridicità di questa terribile notizia che prevede la ricerca e l’estrazione di idrocarburi davanti alle nostre coste”.

Le tre civiche che governano la città Etrusca si schierano a fianco del Direttore dei Consorzi di Bonifica Delta del Po e Adige Po, e dei Sindaci di Porto Tolle, Porto Viro e Rosolina che in questi giorni hanno già preso posizione sull’argomento. “La storia recente ha dimostrato come le estrazioni abbiano portato effetti devastanti di subsidenza, con l’abbassamento del suolo anche di tre metri. Il possibile rischio di abbassamento della costa produrrebbe gravi effetti anche sugli argini necessari alla sicurezza idraulica – concludono congiuntamente -. Siamo pronti a fare la nostra parte affinchè si eviti questa possibilità, chiedendo alla Regione e allo Stato di opporsi a queste scelte dannose per l’ambiente e i cittadini”.

La vicenda poi è stata commentata anche da Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito Democratico, che lamenta il grave silenzio di Zaia. “A parte le rassicurazioni del ministro Costa, che dice di non voler firmare le richieste di permessi di trivellazione, c’è poco da stare tranquilli. Si scaverà all’interno delle 12 miglia marine e non si sa il bacino di gas a che distanza arriverà dalla costa. Alcuni studi hanno evidenziato l’abbassamento del suolo attorno alla piattaforma, come è successo a Ravenna, di fronte al lido di Dante. Un abbassamento eccessivo comporta un buco dove vanno a finire i sedimenti dei fiumi, anziché mantenere l’equilibrio lungo la costa, con conseguenti problemi di erosione”. Azzalin teme infatti che si ripetano i drammi del passato, per questa la doverosa e continua mobilitazione in difesa del territorio indipendentemente dallo schieramento politico.

“Nella consultazione del 2016 sono andato contro le indicazioni del Partito Democratico e lo rifarei – conclude il Consigliere -. Invece Zaia e l’assessore Corazzari stanno zitti come se la questione non li riguardasse. Se hanno cambiato idea, trovino il coraggio di dirlo pubblicamente. Siamo legittimamente preoccupati per i nostri territori”.

Gaia Ferrarese

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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