Cardiologia di Mirano, eccellenza nel territorio metropolitano

Lo scorso anno il reparto ha registrato 2200 procedure, con 450 casi di infarto

Ben 2688 ricoveri nel 2018, 4727 visite cardiologiche urgenti, 450 ambulatoriali per scompenso cardiaco. E ancora: 987 angioplastiche coronariche, 2165 procedure di emodinamica. Salvatore Saccà, primario della Cardiologia di Mirano creata dal compianto Piero Pascotto, traccia un bilancio dell’unità operativa, che da circa 3 anni e mezzo lavora in stretta sinergia con Mestre. “Negli ultimi tre anni – spiega Saccà – l’equipe cardiologica miranese ha garantito un mantenimento degli alti standard di qualità delle procedure, grazie anche alla importante collaborazione con le altre Cardiologie della Ulss 3, in particolare quella di Mestre”.

Un lavoro in rete che funziona: “Mestre e Mirano – spiega il primario – lavorano insieme per garantire prestazioni di qualità ai pazienti che afferiscono nella Cardiologia miranese. L’organizzazione è collaudata e prevede che l’equipe di Mirano si sposti a Mestre per eseguire l’intervento sui pazienti studiati dalla Cardiologia di Mirano. Con i cardiochirurghi di Mestre discutiamo i casi, ciascuno dalla propria sede, grazie a un sistema telematico che ci permettere di condividere le immagini angiografiche, in modo da poter scegliere la strategia terapeutica più idonea al paziente”. Dunque a Mirano il “gioiellino” di Pascotto resta un’eccellenza: “Siamo di fronte a un servizio capace di garantire elevati standard qualitativi – prosegue il primario – penso alla Emodinamica con cui continuiamo l’attività di diagnostica e interventistica coronarica, ma anche quella vascolare periferica e carotidea.

Affrontiamo anche le urgenze vascolari, sia ischemiche che emorragiche, che la chirurgia tradizionale non riesce a trattare e garantiamo impianti di pacemaker e defibrillatori”. Lo scorso anno la Cardiologia di Mirano ha registrato 2200 procedure tra diagnostica e interventistica, sono stati eseguiti 315 impianti e sostituzioni di pacemaker, a cui si aggiungono 80 sui defibrillatori, per non parlare dei 450 casi (180 in reperibilità) di infarto. Un aspetto, quelle delle urgenze, sempre sotto la lente di ingrandimento: “La nostra – spiega Saccà – è una Cardiologia h-24, quindi lavora anche di notte e nei festivi, con una sala di Emodinamica aperta e un medico dedicato. Se una persona si sente male e chiama il 118, il medico del Pronto soccorso esegue l’elettrocardiogramma in loco e teletrasmette i dati a noi. Se c’è un infarto in corso, il paziente arriva immediatamente in Emodinamica senza passare dal Pronto soccorso. In questi casi, la velocità è fondamentale: prima si apre la coronaria e maggiori sono le probabilità di sopravvivenza”.

Ma la Cardiologia di Mirano lavora in sinergia anche con la Medicina dello sport e la Riabilitazione cardiologia di Noale: chi subisce un infarto, una sindrome coronarica acuta o un problema vascolare degli arti inferiori viene infatti indirizzato a un percorso riabilitativo, iniziando un percorso ambulatoriale di esercizio fisico a scopo preventivo e riabilitativo.

Filippo De Gaspari

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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