Chioggia: deposito Gpl, si apre uno spiraglio di luce

Il sindaco Ferro e il suo vice Veronese si dicono soddisfatti dell’incontro a Roma presso la sede del MISE. Ottimista si proclama anche il presidente del Comitato No GPL: “Mi attendo ora un passo concreto”

Uno spiraglio di luce sul tema del deposito Gpl in Val Da Rio. Infatti, dopo l’attesa udienza del Consiglio di Stato che ha avuto luogo il 24 gennaio scorso, ulteriori novità sono emerse grazie alla convocazione di un incontro al MISE(Ministero dello sviluppo economico) di Roma.

Presenti il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro e il vicesindaco Marco Veronese, il Capo Gabinetto del MISE dott.ssa Elena Lorenzini, il funzionario dott. Francesco Vanin, il Capo Gabinetto dr.ssa Tiziana Coccoluto del MIBAC, la dr.ssa Ilaria Ricci Picciloni del Ministero Infrastrutture e trasporti, la società Costa Bioenergie e il Presidente del Comitato cittadino No GPL Roberto Rossi.

Abbiamo riscontrato la volontà e la disponibilità dei Ministeri di trovare una definizione della vicenda – ha commentato il Sindaco di Chioggia Alessandro Ferro che dichiara -l’Amministrazione comunale sta facendo di tutto e di più perché sia messa in discussione l’entrata in funzione del deposito in Val da Rio e per questo stiamo lavorando con le massime istituzioni governative. Mi attendo dai Ministeri, che sono aperti per un ulteriore tavolo tecnico tra le parti, un passo concreto in questa direzione”.

“Siamo usciti molto soddisfatti da quella riunione: abbiamo iniziato a intravedere la luce oltre al tunnel” il commento di Roberto Rossi, presidente del comitato No GPL di Chioggia, in prima linea da anni in questa battaglia. Infatti i dirigenti del ministero che fanno riferimento al ministro Di Maio, Toninelli e Bonisoli hanno dichiarato che l’auspicio è quello che il consiglio di stato dichiari nullo l’iter autorizzatorio in quanto mancante di un parere vincolante e obbligatorio, quello relativo alla questione paesaggistica. Una la questione direttamente rivolta alla ditta Costa Bioenergie durante l’incontro: come è stato possibile investire una cifra così importante se non in possesso di tutte le autorizzazioni per poter poi operare? Dato che le navi gasiere non possono entrare nel porto di Chioggia, di fatto non si potrebbe utilizzare il deposito.

Una presa di posizione importante da parte delle forze politiche, che segna un passaggio fondamentale nella vicenda. Infatti i ministeri hanno dichiarato la volontà di trovare una soluzione, con l’impegno di portare delle proposte concrete nei prossimi incontri. Si configurano fin da ora quindi due possibilità: delocalizzazione in zone più congrue oppure l’annullamento dell’opera. La risposta potrebbe arrivare in un paio di mesi.

Daniela Savian

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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