I giovani di Cavarzere raccontano la voglia di scommettere nel loro paese

“Non c’è futuro” o “appena puoi vattene dall’Italia”: sono alcune delle frasi che si sentono ripetere spesso ai giovani. Chi ha qualcosa – possa essere la conoscenza o l’abilità in qualsiasi forma di arte – si sente costretto, per la paura trasmessa dalla collettività, ma anche per trovare nuove opportunità a partire per cercare fortuna e coraggio altrove. Ma se ci si guarda attorno, anche nel territorio cavarzerano, scostandosi dai luoghi comuni e dalle chiacchiere, ci si accorge di quante attività – bar, ristoranti, pizzerie, aziende, negozi di abbigliamento – continuano a investire e a credere nel nostro territorio, molte delle quali gestite proprio da giovani intraprendenti. Abbiamo incontrato alcuni di loro che hanno deciso di raccontare le loro esperienze e le scelte. Questi giovani ragazzi sono Luca del “Drink Restaurant You – DRY”, Lisa del negozio di abbigliamento “PES”, Mirko del “Punto Pizza” e Martina proprietaria assieme al suo socio del “Minimal”.

Luca, avete inaugurato il locale da poche settimane. Cosa ti ha spinto a scegliere proprio Cavarzere? “Cosa mi ha spinto? Abitando ad Adria posso dire di conoscere molto bene la zona. Anche le partecipazioni, come barman, ad eventi estivi come la Notte Bianca sono state fondamentali per farmi capire ulteriormente il territorio e le sue richieste. Il fattore che forse ha contribuito più di tutti è stata la mancanza di un locale come il nostro: che attirasse sì i giovani, ma che offrisse allo stesso tempo anche quell’aspetto gastronomico che sembra mancare in molti altri locali”.

Parlando di abbigliamento. Lisa, come si è integrato un negozio di abbigliamento di tendenza come il tuo in una città come Cavarzere? “Diciamo che Pes è nato proprio dall’idea di arricchire Cavarzere con un negozio giovane e al passo con le nuove tendenze che sono in continua evoluzione. Per fare tutto ciò lo studio e la ricerca dei cambiamenti sono stati e sono tutt’ora fondamentali”.

Contribuisci ad alcune sfilate nel territorio? “Con le sfilate ho iniziato fin dal 2012, dato che in paese nessuno, se non pochi, si era ancora cimentato in questo tipo di impresa. Ho iniziato a farne una al mese, in collaborazione con il Bar commercio e la bottega del capello, però vi dirò di più: le sfilate hanno avuto un successo tale che in un anno ne ho fatte ben diciassette, sia a Cavarzere che nei paesi limitrofi”.

In molti se ne vanno, tu invece hai scelto di rimanere, Cavarzere sta diventando un territorio controtendenza? “Ho scelto il mio paese anche se comunque per un breve periodo ho lavorato fuori dall’Italia. Ma nonostante sia una dimensione “piccola”, comunque consente di creare ancora quel rapporto di fiducia che lo differenzia da un qualsiasi altro negozio di un centro commerciale o dallo shopping online. Cavarzere sta diventando un territorio controtendenza? A mio avviso sì, perché con i suoi negozi particolari è in grado di coccolare il cliente e farlo sentire speciale”.

Samuele Contiero

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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