Le patologie della colonna lombare

Da maggio 2018 collabora con Affidea Delta Medica il dott. Marco Farneti Specializzato in Neurochirurgia, dal dicembre 2001 lavora presso la Divisione di Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Arcispedale Sant’Anna di Cona-­Ferrara. Dal successivo dicembre 2010, il neurochirurgo è responsabile del “Trattamento chirurgico della patologia neurovascolare” come unico referente per tutta la provincia dei casi di Aneurismi e Malformazioni Artero ­Venose (MAV) cerebrali, gestendone la fase di ospedalizzazione e il successivo follow­up. Sempre dal 2010, il dottor Farneti ricopre anche il ruolo di Responsabile dell’Unità Operativa nei periodi di assenza del Direttore titolare. Il neurochirurgo è poi membro della Commissione Regionale che sta elaborando il PDTA Emilia Romagna dell’Emorragia Subaracnoidea (ESA). Nella sua esperienza lavorativa il dottor Farneti in qualità di primo operatore ha eseguito circa 2200 interventi chirurgici, di cui 800 per patologie cerebrali, 1000 per patologie della colonna vertebrale e 400 per patologie dei nervi periferici.

“Nell’ambito delle patologie della colonna lombare – spiega il dottor Farneti – le ernie del disco e le stenosi del canale lombare sono le malattie più frequentemente trattate. L’ernia discale consiste nella fuoriuscita di materiale polposo dal disco all’interno del canale spinale, con conseguente compressione del midollo spinale e/o delle radici nervose in esso contenute. Le ernie discali – continua – si possono presentare a tutti i livelli della colonna spinale, ma sono più frequenti nel segmento lombare e secondariamente in quello cervicale. A livello lombare i sintomi sono: la lombalgia, vale a dire il classico ‘mal di schiena’ e/o la sciatalgia, il dolore che interessa una specifica regione dell’arto inferiore. Ad essi si possono associare parestesi (tipo formicolio) e difficoltà nei movimenti del piede o della gamba. A livello cervicale i sintomi sono rappresentati dalla cervicalgia o ‘male al collo’ e dalla brachialgia, l’irradiazione del dolore dal collo all’arto superiore. Le parestesie e la mancanza di forza nei movimenti del braccio possono considerarsi sintomi aggiuntivi”.

“Anche la spondiloartrosi – sottolinea il neurochirurgo – può interessare la colonna lombare o quella cervicale: i fenomeni artrosici possono determinare un ispessimento dei legamenti e un’ipertrofia ossea che causa un restringimento del canale spinale (stenosi del canale lombare e/o cervicale) o lo scivolamento di una vertebra sull’altra (spondilolistesi). Tutto ciò può comportare una compressione del midollo spinale e/o delle radici nervose, con sintomi simili a quelli dell’ernia e una progressiva difficoltà nella deambulazione (claudicatio neurogena)”. “Una corretta diagnosi delle patologie degenerative del rachide – afferma – non può prescindere dall’esecuzione di una RM spinale. Oggi giorno il trattamento delle ernie discali e delle spondiloartrosi si avvale di molteplici strumenti: terapia antalgica con ossigeno­ ozonoterapia ed infiltrazioni; terapia fisiatrica con ginnastica; terapia osteopatica ed altro. E’ necessario – aggiunge – ribadire che non sempre tali opzioni portano al miglioramento clinico del paziente o alla sua completa guarigione. E’ obbligatorio effettuare la terapia conservativa, ma non perseverare con ostinazione se non si ottengono i risultati desiderati”. “In queste situazioni – osserva il dottor Farneti – è indicato l’intervento chirurgico con le seguenti modalità: asportazione diretta dell’ernia (discectomia con tecnica microchirurgica) nel caso delle ernie discali; ampliamento del canale spinale ristretto (laminectomia) nel caso delle stenosi; bloccaggio con viti o altri sistemi delle vertebre instabili o scivolate (stabilizzazione cervicale, lombare) nei casi di listesi”. “L’utilizzo della microchirurgia (microscopio intraoperatorio), delle protesi discali modellabili ed espandibili, di viti percutanee e di tutte le recenti innovazioni tecnologiche permette di eseguire interventi mininvasivi”, rileva il neurochirurgo.

“L’incisione cutanea è molto piccola, il traumatismo dei muscoli paravertebrali estremamente ridotto e la demolizione dell’osso è perfettamente centrata sulla patologia da risolvere. Conseguentemente nella fase postoperatoria si osserva una rapida ripresa del paziente che è in grado di deambulare autonomamente entro le prime 12 ore dall’intervento, con dimissione dall’ospedale nelle prime 24­48 ore”. Per quanto concerne gli interventi di ernia discale – conclude il dottor Farneti – i risultati chirurgici sono molto buoni e alcuni pazienti, non più autonomi ed in grado di svolgere le proprie attività quotidiane, ritornano ad una vita normale nell’arco di due tre settimane”. Nel reparto del dottor Farneti, grazie all’ottima organizzazione della struttura ospedaliera, alla possibilità di gestire la preparazione anestesiologica in regime ambulatoriale e al rapido turn­over dei pazienti, è possibile intervenire chirurgicamente con tempestività, riducendo al minimo i tempi di attesa per l’intervento, che normalmente non superano i 30 giorni dalla prima visita.

Dott. Marco Farneti
Specialista in Neurochirugia
Affidea – Delta Medica
Monselice PD, Via Rialto, 12
– Tel. 0429 783000
www.deltamedica.affidea.it

Lascia un commento