Home Trevigiano Morgano: papà entra in aula e contesta il voto

Morgano: papà entra in aula e contesta il voto

Un atto premeditato: durante l’orario di ricevimento un papà entra nell’edificio, spalanca la porta dell’aula e inizia a interrogare i compagni di suo figlio circa il voto della sua ultima interrogazione

Un papà irrompe a scuola e interroga i ragazzi per sapere se suo figlio meritava davvero quel brutto voto. E’ accaduto poco prima dell’inizio delle vacanze di Natale nelle medie di Badoere. E la preside dell’istituto comprensivo di Quinto e Morgano, Daniela Bettini, ha segnalato l’episodio all’autorità giudiziaria. E’ capitato tutto a metà mattina, nel giro di pochi minuti. Il genitore di un alunno che nei giorni precedenti era tornato a casa con un giudizio negativo è entrato nell’istituto, ha spalancato la porta della classe del figlio, interrompendo la lezione in corso, e ha iniziato a chiedere ai suoi compagni di classe se l’interrogazione fosse realmente andata così male. L’insegnante ha provato a fermare l’uomo. Ma questo ha continuato a far domande ai ragazzini. E poi se n’è andato avvisando la professoressa che si attendeva una revisione del voto. Una sfida a scena aperta.

A quanto pare il blitz è stato premeditato. Il papà è infatti riuscito a raggiungere la classe durante l’orario scolastico approfittando dell’orario di ricevimento di alcuni insegnanti. Ecco perché nessuno gli ha chiesto dove stesse andando.

Davanti a tutto ciò, l’ufficio scolastico di Treviso tira una riga: d’ora in poi comportamenti aggressivi e violenti da parte dei genitori all’interno delle scuole finiranno tutti in tribunale. “Le scuole hanno il dovere di denunciare le ingerenze da parte dei genitori portate avanti con violenza, sia verbale che fisica. Tanto più se ciò accade davanti ai bambini – mette in chiaro la dirigente Barbara Sardella – segnalando l’accaduto all’autorità, la preside ha fatto esattamente ciò che doveva fare. Non è pensabile che persone estranee sottopongano gli alunni a delle vere e proprie interrogazioni. I genitori dovrebbero essere i primi a tutelare i bambini. Non il contrario”.

Sulla vicenda è intervenuta anche Elena Donazzan. L’assessore regionale all’Istruzione ha invocato “una ricostruzione dei fondamentali di riferimento” del mondo della scuola dettando una linea ben precisa: gli alunni devono tornare a dare del lei agli insegnanti, ad alzarsi quando entra un docente e a vestirsi in modo adeguato, magari ripristinando l’uso del grembiule e della divisa.

Mauro Favaro

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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