Rovigo: “Mobilità, passo indietro di 50 anni”

L’associazione Fiab di Rovigo prende posizione in merito alla recente modifica al codice della strada che dà accesso alle auto elettriche nelle Ztl. “Una legge che favorisce l’invasione del centro”

La modifica al Codice della strada ha introdotto il comma 103 dell’articolo 1, che obbliga i Comuni a consentire “in ogni caso” a tutte le auto elettriche e ibride la circolazione nelle aree pedonali e nelle Ztl (Zone a traffico limitato).“Tale norma nega ai sindaci la decisione di gestire strade e traffico della città che amministrano, sovrapponendosi così ai regolamenti comunali”.

Questo è il parere che l’associazione Fiab Amici della bici di Rovigo ha espresso in merito alla nuova norma, aggiungendo che “questo intervento riporta indietro il Paese di almeno 50 anni, cancellando i risultati raggiunti sulla mobilità sostenibile”. “Una politica che punta a far sviluppare il mercato dell’elettrico, mentre ripropone gli stessi errori commessi quando si doveva sviluppare l’industria dell’auto negli anni del boom economico. Anche allora – dice Fiab – si sono fatte politiche per permettere a tutti di acquistare un’auto, dando il via libero alle modifiche degli assetti urbanistici: togliendo marciapiedi per fare posto a strade, parcheggi, pompe di benzina a ridosso delle piazze, e poi nuove strade per portare nuovo traffico nelle città, che nel frattempo si andavano spopolando verso una periferia che non offriva alcun servizio di trasporto pubblico”.

Secondo l’associazione le auto elettriche incentivate, a parte la propulsione, hanno le stesse caratteristiche dei vecchi modelli: diversi solo nella trazione, ma ripropongono tutti i problemi che molti sindaci hanno tentato di arginare mettendo le Ztl o le aree pedonali. Inquinare meno dunque, denuncia Fiab, non significa risolvere i problemi di congestione, occupazione dello spazio urbano, sicurezza di chi si muove a piedi e in bici, rallentamento dei mezzi pubblici, e il degrado di strade, piazze e monumenti.

“Questa assurda norma- aggiunge Fiab- ci riporta indietro fino al 5 luglio 1965, giorno in cui l’allora sindaco di Siena, istituì la prima Ztl d’Italia impedendo l’accesso alle auto in Piazza del Campo; e per questa scelta, 13 giorni dopo, il sindaco fu costretto a dimettersi. Il nostro Paese ha poi impiegato 53 anni per riuscire a limitare il traffico nel 95% della superficie dei centri storici mentre sono bastati 9 mesi di governo del cambiamento per azzerare il tutto. La legge che favorisce l’invasione del centro – conclude l’associazione – è una legge non da cambiare ma semplicemente da cancellare”.

Ga. Fe.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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