Una giornata ecologica al Parco Laghetti di Martellago

Cittadini, genitori, scout, famiglie e associazioni dalle 8 del mattino in poi si sono rimboccati le maniche, muniti di stivali, guanti e sacchi per raccogliere la spazzatura che deturpa e inquina l’ambiente.

In prima linea i membri del Carp Club, promotori dell’iniziativa, che quest’anno hanno deciso di donare al Comune per la gestione del parco parte del ricavato delle sponsorizzazioni raccolte, grazie al contributo dei commercianti del territorio.

Tra bottiglie, bottigliette, lattine, plastica d’ogni forma e misura, ogni anno i volontari riempiono almeno una trentina di sacchi: “e di solito troviamo sempre anche spiacevoli sorprese – racconta il presidente del Carp Club, Paolo Cioppa – ci è capitato ad esempio di recuperare una lavatrice abbandonata, e addirittura sanitari da bagno in ceramica”. Alla fine della mattinata è stato offerto il pranzo a tutti i partecipanti. Parola d’ordine: tutela dell’ambiente.

Nell’etica di questo tipo di pesca il rispetto per la natura è massimo, e proprio grazie a questo profondo messaggio ambientalista il carpfishing sta diventando sempre più popolare anche tra i giovani: “Tra i nostri iscritti contiamo molte nuove leve, alcuni anche minorenni”, spiega Cioppa. Per chi non lo sapesse, questo tipo di pesca sportiva prevede la cosiddetta tecnica del “catch and release”: il pesce una volta catturato viene rilasciato in acqua. Senza aver subito alcun danno, dal momento che addirittura la ferita provocata dall’amo viene subito disinfettata in modo che possa guarire senza problemi il più veloce possibile. Mentre tutte le attrezzature che vengono utilizzate per la pesca sono studiate apposta per non provocare il minimo danneggiamento alle pinne o alle squame.

“La carpa più grande pescata al parco laghetti? Pesava una decina di chilogrammi – racconta il presidente del Club. Ci riuniamo ogni martedì sera nella casa del pescatore, ma organizziamo anche serate a tema e di approfondimento su questo tipo di pesca con ospiti pescatori famosi o esperti del settore”. Da non dimenticare inoltre il ruolo di “controllori” del parco svolto, non ufficialmente, dai pescatori del Carp Club, sempre in allerta contro i bracconieri e contro chi non rispetta l’ambiente e la natura: “Tutto il Parco Laghetti è zona no kill proprio grazie al nostro contributo, sempre grazie alle nostre richieste sono state riaperte anche le cave da pesca. – prosegue – Purtroppo però ci è capitato più volte di scoprire pescatori di frodo, li abbiamo subito segnalati ai carabinieri”.

L’idea del Club, in prospettiva, sarebbe addirittura quella di diventare in futuro gestori del Parco Laghetti: a questo proposito sarebbero già in corso incontri con l’amministrazione.

Elena Callegaro

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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