Allarme a Porto Tolle: “la Sacca degli Scardovari è al collasso”

La produttività e la pesca sono in continuo calo da due anni, con i pescatori che non raggiungono le quote: si rischia un problema sociale oltre che economico

“Siamo in crisi perché la Sacca degli Scardovari è al collasso”. Sono le parole del presidente del Consorzio di Scardovari, Luigino Marchesini, che dichiara: “Dopo quanto accaduto nelle lagune del Canarin e Barbamarco, ora abbiamo problemi nella Sacca dove pescano tre giorni alla settimana, il 90% dei pescatori”.

Una situazione che coinvolge 1500 pescatori. “Dei 330 quintali giornalieri si è arrivati ad una produzione di 250/270 quintali. L’anno scorso, nei primi due mesi dell’anno si era registrato una produttività in calo del 30% rispetto all’anno precedente, e quest’anno di un ulteriore 30%. Questo per dire che ora della fine dell’anno si prevede un calo del pescato, se non si interviene con i lavori di vivificazione. Sta diventando un problema sociale, perché i pescatori non sono più in grado di raggiungere la quota giornaliera e quindi una retribuzione minima che gli consenta il sostentamento per le proprie famiglie, con conseguente preoccupazione”. “È finito il tempo delle parole ed è giunto il momento dei fatti – puntualizza Marchesini -. Se non verranno eseguiti i lavori per la vivificazione nelle altre due lagune si rischia che i pescatori non avranno più nulla da raccogliere. Lavori che ci sono stati promessi in campagna elettorale. Nel momento in cui non verranno mantenute le promesse, manifesteremo e ci attiveremo con altre iniziative per uscire da questa situazione di stallo”.

“Gli interventi necessari da fare nelle lagune – spiega Marchesini – riguardano gli scavi alla bocca sud del Canarin. Per impedire che troppa acqua dolce entri nelle lagune, rompendo l’equilibrio necessario per l’allevamento dei molluschi, sono necessari i lavori sulla diga sul Po di Scirocco e sull’arginello del Bastimento. A questi si aggiungono i lavori già predisposti in Barbamarco, quelli in Busiura, il rinforzo dell’argine sul Po di Gnocca, il prolungamento del canale di Barricata e la bocca sud della Sacca degli Scardovari, in zona Santa Giulia, ora interrata. In tutti questi interventi, noi siamo disponibili a dare il nostro contributo in fatto di risorse economiche e in base alle nostre possibilità, per il bene di tutti i pescatori e di un’economia che è trainante per il nostro territorio”.

“Se non mettiamo in regime le nostre lagune, rischiamo che per la fine dell’anno non ci sia più niente da pescare – conclude Marchesini – e nel momento in cui i pescatori non riescono a raggiungere la quota pesca ci sarà un serio problema sociale”.

Guendalina Ferro

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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