La violinista che ha incantato Rovigo

 

 Maristella Patuzzi si è esibita nella Chiesa di San Francesco, emozionando il pubblico e suonando insieme al padre, racconta i suoi concerti futuri che la porteranno dall’altra parte del mondo

Lo scorso 22 marzo, nella Chiesa di San Francesco di Rovigo, si è tenuto il concerto della giovane violinista ticinense Maristella Patuzzi. Prima della sua esibizione in coppia con il padre Mario, che ha raccolto grandi consensi da parte di tutto il pubblico presente, le abbiamo fatto qualche domanda.

Ha iniziato a suonare da giovanissima, com’è nata la passione per il violino?

“Mi sono avvicinata alla musica ancora prima di nascere: mio padre faceva parecchi concerti come pianista e mia madre lo seguiva quando poteva, così anch’io ho frequentato le sale da concerto fin da piccolissima. Poi un giorno a casa, avrò avuto poco più di tre anni, ho trovato un violino, ma era troppo grande per me per poter provare a suonarlo. Mia madre mi disse però che se volevo me ne avrebbe procurato uno della misura adeguata al mio braccio. Ho cominciato così la mia avventura con uno strumento a noleggio ma crescendo, il violino che avevo trovato in casa è diventato il mio compagno preferito. Con lui ho vinto parecchi concorsi e ho fatto numerosi concerti”.

Questa passione l’ha portata a grandi soddisfazioni ma sarà andata incontro anche a grandi sacrifici. Ci sono mai stati momenti di difficoltà in cui avrebbe voluto lasciare? Che cosa si sentirebbe di consigliare ad un giovane che vuole intraprendere la sua stessa strada?

“Non ho mai voluto lasciare il violino. Certamente ci vuole molto impegno e responsabilità per imparare a suonare questo magnifico strumento ma per me è sempre stato avvincente ricercare nuove sonorità, scoprire le armonie nascoste e trovare soluzioni a qualsiasi problema tecnico o espressivo. Il mio consiglio è quello di stringere i denti senza demordere mai e di lavorare per raggiungere i propri obiettivi. Personalmente ritengo che la ricompensa più preziosa sia riuscire a raggiungere le emozioni dell’ascoltatore attraverso la musica e accrescere l’esperienza per poter migliorarsi. Nella mia professione non esiste niente di più bello di un pubblico entusiasta di ciò che ha appena ascoltato, visto, vissuto. In conclusione, la vita di un musicista sa essere tanto frustrante quanto emozionante e quando, dopo grandi sforzi, ogni tassello va al suo posto, tutto diventa straordinario al punto tale da trasformare i momenti più difficili in preziosi insegnamenti”. Dopo Rovigo suonerà a Tokyo presso la Casa Mozart.

Che effetto le fa esibirsi in tutto il mondo?

“Mi piace moltissimo viaggiare, soprattutto in aereo. Addirittura, nel 2016 ho tenuto un concerto durante un volo inaugurale! Grazie al mio lavoro ho visitato tantissime città, da New York a San Pietroburgo, passando per Toronto, São Paulo, Melbourne e Buenos Aires, ma anche per Parigi, Roma e Perth che mi ha colpito moltissimo. La cosa che mi è piaciuta di più è il calore della gente. Non è vero che in luoghi freddi esiste gente fredda e impenetrabile”.

A Tokyo suonerà con la pianista Yuko Ueno ma a Rovigo è accompagnata da suo padre. Si sente più tranquilla con lui o più emozionata?

“È sempre favoloso suonare con mio padre poiché siamo completamente in simbiosi e tra noi vige una meravigliosa empatia musicale. Non vedo l’ora però di conoscere anche Yuko Ueno. Per me sarà una bella sfida interpretare le stesse pagine con due pianisti diversi”. Chiara Tomao

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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