Martellago: “Unione Civica” contro il progetto del Lidl

Il rappresentante della civica di minoranza Gianfranco Pesce annuncia un possibile ricorso al Tar. Gli esercenti della zona e l’associazione “Maerne Viva” hanno raccolto 650 firme contro nuove strutture commerciali

Il progetto della catena discount Lidl per costruire un nuovo supermercato in fondo a via Stazione continua a far discutere. Dopo le lamentele dei commercianti della zona con in testa l’associazione “Maerne Viva” che ha raccolto più di 650 firme per dire “no” ad un’ulteriore struttura commerciale, ora arriva anche una decisa presa di posizione da parte dell’opposizione.

“Unione Civica” infatti, promotrice di un incontro pubblico molto partecipato sul tema, annuncia: “Se la giunta non ci darà ascolto siamo pronti ad andare al Tar”. Si parla di duemila metri quadrati, di cui 1490 destinati alla vendita, con tanto di piazzale con parcheggi per i clienti, accesso per auto e camion da via Circonvallazione, uscita su via Stazione. “Non si tratta di negare i diritti a nessuno – spiega Gianfranco Pesce – la Lidl ha diritto di realizzare il progetto, quello che però contestiamo è il dove”.

Secondo i rappresentanti di “Unione Civica” infatti nei piani regolatori, e poi di seguito nel Pat, era già stata esclusa la possibilità di realizzare nuove strutture commerciali, vedi capannoni, nell’area in questione. “Altro problema riguarda invece il piano acque – prosegue il presidente della lista civica di minoranza, Gianfranco Pesce. Già il Consorzio di Bonifica ha indicato la zona come ad alta criticità, un intervento al rialzo significa solamente condannare chi ti sta vicino ad andare sott’acqua”. Un ulteriore punto a sfavore del progetto sta infine nella viabilità: “Già intasata, in un punto di svincolo tra via Frassinelli e piazza IV Novembre – spiega ancora Pesce – senza contare la vicinanza con una fermata dell’autobus e con la stazione”.

Ecco perché nel prossimo consiglio comunale l’opposizione chiederà alla giunta di prendere una posizione chiara: “perché si tratta di una volontà politica – conclude il rappresentante di “Unione Civica” – ci sono tutti gli estremi per bloccare un progetto che va contro gli interessi dei cittadini. E il fatto di usare soldi pubblici per chiedere un parere legale ci è sembrato uno spreco”. Pronti dunque ad andare al Tar: “ci dicono di essere in attesa di Vas da parte della Regione – conclude Pesce – ma anche questo è un modo per lavarsi le mani e togliersi qualsiasi responsabilità. La valutazione ambientale va infatti richiesta solo dopo l’approvazione del progetto”.

Elena Callegaro

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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