17 liste per un posto in Europa

Sono 219 i candidati nella circoscrizione Nordest, dove sono 14 gli europarlamentari da eleggere. Accanto ai partiti storici, tante sigle inedite

La storia lo insegna, quando si vota col proporzionale è tutto un fiorire di liste. E poco importa che le speranze di ottenere un seggio siano quantomeno risicate: quel che conta è esserci, esprimere un’identità, magari puntando a costruire per il futuro.

Le prossime elezioni europee non fanno eccezione, e la scheda elettorale che ci ritroveremo tra le mani assomiglierà ancora una volta al classico “lenzuolo”. Meglio prepararsi bene a casa, quindi, per evitare incertezze e confusioni in cabina. Nella circoscrizione nord-orientale si erano presentate addirittura 20 liste. Tre sono saltate una volta iniziati i controlli di rito: non potremo dunque votare per “Gilet arancioni”, “Ora-rispetto per tutti gli animali” e “Parlamentare indipendente”.

Poco male, la scelta comunque non manca. Ci sono tutti i partiti classici (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia su un versante; Partito democratico, Più Europa, La sinistra sull’altro versante, Movimento 5 stelle come sempre per i fatti suoi e la Svp in Alto Adige) ma non mancano ritorni significativi almeno dal punto di vista simbolico (Europa Verde, Partito comunista, Popolari per l’Italia), sigle già conosciute anche se residuali (da Forza Nuova a Casa Pound a destra, fino al Popolo della Famiglia) e assolute novità, quantomeno dalle nostre parti: chi proprio non riesce a trovare nulla di buono nella “vecchia politica”, può sempre dare fiducia al Partito Pirata, o al Partito Animalista o al Ppa-Popolo partite iva.

Rispetto al 2014 sono 5 in più, segno di una ulteriore frammentazione del sistema politico. Alcuni nomi nel frattempo sono spariti: la galassia di sinistra che si era ritrovata sotto le insegne della Lista Tsipras ha scelto altre soluzioni, il Nuovo Centro destra e Scelta civica sono evaporati, così come l’Italia dei Valori di Di Pietro. In totale le 17 liste schierano 219 candidati, col caso limite dei “Pirati” che si sono visti sì accogliere la lista ma accorciata a soli 8 candidati per una serie di irregolarità. Anche Casa Pound in un primo momento sembrava fosse stata esclusa, ma alla fine è stata regolarmente ammessa. Nomi e simboli li ritroveremo sulla scheda secondo l’ordine di estrazione: Europa Verde, Lega-Salvini Premier, Giorgia Meloni-Fratelli d’Italia, Partito Pirata, Il Popolo della Famiglia, Partito Animalista, Partito Democratico, La Sinistra, Ppa-Popolo Partite Iva, Più Europa, Movimento 5 Stelle, Popolari per l’Italia, Forza Nuova, BerlusconiForza Italia, Partito Comunista, Casa Pound-Destre Unite. Lo stesso giorno in oltre 300 comuni del Veneto si voterà anche per eleggere il sindaco e rinnovare l’amministrazione.

La concomitanza potrebbe favorire la partecipazione, ma difficilmente modificherà gli equilibri, almeno a sentire il politologo Paolo Feltrin, che coordina l’Osservatorio elettorale della Regione e che si dice convinto che il 26 maggio “vedremo dappertutto un voto difforme tra europee e comunali. La gente ormai si è abituata a dare un voto politico per le europee e un voto amministrativo per le comunali”.

Germana Urban

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