Branchi di cinghiali migrano dai Colli e trovano rifugio in campagna ad Este

In aumento gli incidenti automobilistici tra Este e Ospedaletto, i sindaci sono in allarme e chiedono un intervento, intanto gli agricoltori denunciano danni

I cinghiali escono dai Colli Euganei e si rifugiano in campagna. Ormai non è più solo una leggenda metropolitana: numerosi incidenti automobilisti ed evidenti danni alle colture hanno confermato la radicata presenza di una famiglia di cinghiali tra Este e Ospedaletto Euganeo, in particolare nella zona de Le Vallette.

Il problema è tale che sia i sindaci che le associazioni di categoria si sono mossi ufficialmente. Sia il sindaco Giacomo Scapin di Ospedaletto che la collega Roberta Gallana di Este hanno ritenuto fondamentale procedere con gli abbattimenti: È necessario intervenire velocemente con una battuta di caccia autorizzata” spiega Gallana “A seguito delle segnalazioni di alcuni residenti e delle associazioni di categoria degli agricoltori, abbiamo creduto opportuno scrivere una lettera di sollecito agli enti preposti al controllo della fauna selvatica”.

La missiva è indirizzata a Provincia di Padova, Regione e Usl 6 in particolare. La lettera è stata firmata dal sindaco di Este, dal presidente del Consorzio di bonifica Adige Euganeo, dal collega sindaco di Ospedaletto Euganeo Giacomo Scapin, ma anche dai vertici provinciali di Cia, Coldiretti e Confagricoltura.

La nostra è una chiara richiesta di eradicazione della colonia di cinghiali che vive fuori dal perimetro del Parco Colli- continua Gallana. – Siamo disponibili a collaborare per la risoluzione del problema e abbiamo la speranza che vengano presi provvedimenti utili per scongiurare pericoli e danni a persone e colture agricole. L’intervento è necessario perché la presenza di cinghiali in questa zona rappresenta un grave pericolo pubblico”. Stando a residenti e agricoltori, in zona Lande e Vallette a Ospedaletto Euganeo e in zona Sostegno e Argine Destro Brancaglia a Este, da alcuni anni si sono insediati cinghiali che nel tempo si sono moltiplicati fino a raggiungere una popolazione di una trentina di esemplari. Lo hanno scritto in una lettera – indirizzata agli enti competenti – Massimo Bressan, Roberto Betto e Michele Barbetta, rispettivamente presidenti di Coldiretti, Cia e Confragricoltura.

“Questa colonia razzola all’interno della Sesa, costituendo un pericolo di veicolazione degli agenti infettivi potenzialmente presenti negli scarti da cucina”. Nella lettera le tre associazioni denunciano pesanti danni alle colture specializzate della zona, in particolare alle semine di mais.

Nicola Cesaro

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