Chioggia: Boscolo Cucco racconta il suo improvviso “successo”

La nostra intervista all’ingegnere di Chioggia che per la sua attività di ricerca legata ai metodi di ripascimento delle spiagge è stato pluripremiato e ha ottenuto importanti riconoscimenti anche dai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente

C ’era anche Stefano Boscolo Cucco lo scorso 25 aprile, premiato tra le eccellenze veneziane metropolitanea Venezia.

Stefano ci racconti la tua giornata tra le Eccellenze Metropolitane, con il sindaco Ferro e alla presenza di Brugnaro?

“Rappresentare la mia Chioggia in mezzo a tutte le Eccellenze Metropolitane degli altri Comuni è stata una soddisfazione grandissima. L’ho vissuta come una rivincita da parte di tutti i giovani chioggiotti nei confronti degli stereotipi e luoghi comuni che a volte identificano in negativo la nostra bella cittadina. Ringrazio sentitamente il sindaco Ferro per questa occasione che mi è stata concessa. Il riconoscimento ricevuto mi servirà come sprono per il futuro”.

In cosa consiste la nuova metodica brevettata e utilizzata per il Porto di Termoli?

“La metodica applicata nel Porto di Termoli è un sistema sperimentale di separazione granulometrica che sono riuscito ad applicare sfruttando la tecnologia di uno dei miei natanti. Sfruttando la particolare tecnologia della M/N Draga “Gino Cucco” sono riuscito a gestire circa 50.000 metri cubi di materiale che secondo l’attuale normativa si sarebbero dovuti conferire in discarica con costi esorbitanti per la Pubblica Amministrazione. Studiando approfonditamente tutta la normativa in materia di gestione dei sedimenti (DM 173 del 2016) mi è scattata una scintilla ed ho deciso di attivare un campo prova sperimentale in un appalto che mi ero aggiudicato e che stavo per portare a termine”.

A volte sembra che noi chioggiotti proprio non siamo capaci di valorizzare quello che abbiamo, sia dal punto di vista delle indubbie bellezze che la storia ci ha regalato sia per i giovani talenti che appena possono “scappano” dal nostro paese. Cosa ne pensi al riguardo?

“Abbiamo una meravigliosa realtà che racconto e valorizzo in ogni Regione e Comune marittimo dove mi capita di lavorare. A volte non ci si riesce a rendere conto di quanto bello possa essere il proprio paese finchè non si comincia ad uscire e a guardarsi attorno”.

Due parole sull’esperienza newyorkese

“Diciamo che è capitato tutto in un lasso di tempo talmente tanto ristretto che non mi sono neanche reso costo di quello che mi stava succedendo. Ad Ottobre un gruppo di tecnici nazionali ha organizzato un workshop a Termoli per approfondire le tematiche inerenti le nuove metodiche che stavamo testando sul campo e durante il workshop sono arrivati 2 comunicati, uno da parte dell’attuale Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’altro dal Ministro dell’Ambiente. Ringraziavano per il lavoro che si stava svolgendo e per i soldi che lo Stato Italiano sta risparmiando. Dopo una settimana mi arriva una convocazione per andare a ritirare un riconoscimento negli Stati Uniti durante una cena di gala”.

Cosa ti senti di consigliare ai giovani che stanno entrando nel mondo universitario, in particolare nel campo dell’ingegneria? Qual è la ricetta giusta per il successo?

“Il mondo universitario permette di aprire tante strade e di formare una persona da un punto di vista tecnico…sta poi al singolo individuo aver voglia di mettersi in gioco perché a questo mondo, anche se si possiede un titolo, bisogna sempre affrontare il tutto con umiltà. Ai giovani che stanno entrando nel mondo universitario voglio dare un suggerimento: nella vita non contano i voti che prendete ma conta come in futuro saprete affrontare determinate situazioni e come saprete risolvere i problemi”.

Luca Rapacciuolo

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