I ragazzi del liceo Majorana-Corner di Mirano a Sarajevo

Ad organizzare il viaggio sono state le Acli provinciali di Venezia. Ancora visibili le ferite della recente guerra

Studenti del liceo Majorana- Corner a Mostar e Sarajevo, dove 25 anni fa si compì l’eccidio più grande in Europa dopo la Seconda Guerra mondiale.

Il particolare viaggio d’istruzione ha visto, accompagnati dalle Acli provinciali di Venezia, la partecipazione di 47 studenti dei licei miranesi: una lezione di storia a cielo aperto, a contatto con i temi del dialogo, della pace e della convivenza tra culture e religioni diverse.

“Dopo l’esperienza vissuta lo scorso novembre con gli studenti dell’Istituto Salesiano San Marco di Mestre – spiega il presidente delle Acli veneziane, il miranese Paolo Grigolato – questo è stato il secondo viaggio pilota del progetto Mir Sutra, l’iniziativa che dal prossimo anno scolastico lanceremo a tutti gli istituti superiori della provincia, con viaggi d’istruzione a Sarajevo, per riflettere sui temi che contraddistinguono la storia e il presente di questa città e che rappresentano una sfida per l’Europa”. Cuore dell’esperienza è stata la visita di Sarajevo, capitale moderna che fatica ancora a voltar pagina dopo il drammatico assedio degli anni Novanta.

“Con i ragazzi – sottolinea Grigolato – abbiamo vissuto un doppio tour, quello della memoria nei luoghi che hanno fatto la storia non solo di Sarajevo, ma dell’intera Europa, dal ponte dove venne assassinato l’arciduca Francesco Ferdinando, dando così il via alla prima guerra mondiale, ai tanti posti simbolo della guerra degli anni Novanta, fino Giovanni Vanzan lascia l’Apsam a quello della riconciliazione, che ci ha permesso di entrare in una chiesa cattolica, una chiesa ortodossa, una moschea e una sinagoga. Un’opportunità che al mondo offrono solo Sarajevo e Gerusalemme”.

“Particolarmente coinvolgente – sottolinea Grigolato – è stato l’incontro con due persone che, durante la guerra, sono state detenute in campi di concentramento. Una testimonianza forte che ha fatto comprendere ai ragazzi come i fantasmi della seconda guerra mondiale non siano mai usciti completamente dalla storia”.

Filippo De Gaspar

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