La pesca a Porto Tolle è rosa quasi per metà

Un convegno ha fatto recentemente il punto sulla pesca femminile del Delta. La quota rosa risiede quasi interamente a Porto Tolle. Un settore che tutela i diritti della donna in caso di gravidanza e adozione

“Il vecchio e il nuovo mondo della pesca femminile, vite di donne a confronto: come sono cambiati il lavoro e la tutela femminile negli ultimi 50 anni”.

Questo è stato il titolo dell’incontro informativo che si è svolto a Scardovari, nella sala conferenze della Cooperativa Pescatori Delta Padano.

A fare gli onori di casa il presidente della Cooperativa Delta Padano Paolo Mancin, il presidente del consorzio pescatori di Scardovari Luigino Marchesini, il sindaco Roberto Pizzoli e gli assessori Federico Vendemmiati e Tania Bertaggia.

Dall’incontro è emerso che le donne occupano il 45% del numero complessivo dei 1500 pescatori che fanno parte del Consorzio Pescatori Scardovari, mentre sono poche quelle che compongono i consigli di amministrazione delle quattordici cooperative che compongonol’intero consorzio. A snocciolare i dati, la dirigente provinciale del settore pesca Maria Votta Gravina.

“Delle 1939 licenze, 786 sono licenze intestate a donne, – spiega la dirigente – di queste, 681 sono tutte residenti nel comune di Porto Tolle”.

Una percentuale importante, quella della presenza della donna nel mondo della pesca, come lo è il “regolamento interno del consorzio pescatori di Scardovari per la disciplina della raccolta dei molluschi eduli bivalvi” che tutela la maternità delle donne.

Nell’Articolo 21 infatti è scritto che “le donne devono astenersi dall’attività di raccolta dei molluschi dalla data di certificazione dello stato di gravidanza fino al compimento del sesto anno di vita del bambino. Stesso diritto viene riconosciuto alla pescatrice in caso di affidamento di minore e di adozione. Nel periodo di astensione dal lavoro, la pescatrice potrà delegare un famigliare per la raccolta della quota giornaliera”.

“Si tratta di una tutela per la donna davvero importante – ha spiegato l’assessore alla pesca Tania Bertaggia -se pensiamo che a livello nazionale, una donna, al compimento di un anno di età del bambino, puó prolungare il periodo dì maternità senza essere retribuita”.

Guendalina Ferro

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