Bullismo tra i giovani nel bus a Zero Branco

Un ragazzo di colore è stato vittima di commenti di natura razzista da parte di due sue coetanee nell’autobus diretto a scuola. Rapido l’intervento di amministrazione comunale e polizia locale

Bullismo sullo scuolabus. A metà maggio è emerso un caso che ha scosso l’intero paese. Sulla corsa che di mattina stava portando i ragazzi a scuola, un bambino di colore è stato preso a spintoni da due ragazzine. Non solo. Una delle due l’ha anche “invitato” a sedersi sui posti anteriori del mezzo specificando che “i negri si siedono davanti, i bianchi dietro”.

La triste vicenda è stata raccontata direttamente dalla mamma del piccolo attraverso un post sulla pagina Facebook “Cara Italia”, dedicata all’integrazione degli immigrati.

“Mio figlio è stato bullizzato nel pulmino della scuola media. Oltre a essere stato malmenato da due ragazzine più grandi di lui, una di esse gli ha detto “i negri si siedono davanti, i bianchi dietro” – ha spiegato –. Lui ha detto che non si è difeso perché sennò rischiava di far loro del male e perché aveva paura di passare dalla parte del torto”. “Una cosa così grave non era mai successa”, aggiunge la donna. Per fortuna, però, l’episodio non è rimasto senza risposta.

Una volta a scuola, il bambino ha raccontato tutto agli insegnanti, che l’hanno accompagnato a denunciare l’accaduto alla direzione dell’istituto. E nel pomeriggio dello stesso giorno l’assessore all’Istruzione del Comune ha contattato la madre. In municipio non sono rimasti a guardare. Il giorno seguente è salito a bordo dello scuolabus anche il comandante della polizia locale, che ha spiegato a tutti i bambini e i ragazzi che atti del genere non sono tollerati. Vista l’immediata reazione della comunità, la mamma ha fatto sapere che non intende sporgere denuncia. Sulla questione è intervenuta anche la Cgil di Treviso.

“Fatti come questi non solo sono da condannare, ma rappresentano un campanello d’allarme – nota il segretario generale Mauro Visentin –. Il nostro territorio non è immune da quello che avviene a livello nazionale: il continuo uso di linguaggi divisivi e aggressivi, lo sdoganamento dell’intolleranza, la pervasività di un’agenda politica spostata solo su alcuni determinati temi alimentano drammatici fenomeni di razzismo, xenofobia, omofobia e odio anche all’interno delle nostre comunità”.

Mauro Favaro

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